venerdì 28 ottobre 2011

Fenomeni italiani

Il 28 Ottobre rappresenta un giorno particolare per l'Italia. Nel 1984 a mettersi in luce è un corridore mentre nel 1990 è addirittura una squadra intera a balzare agli onori delle cronache. 

La Maratona di New York dal principio (1970) fino al 1982 ha avuto solo statunitensi tra i vincitori della gara maschile. Ad interrompere il dominio di casa ci ha pensato il neozelandese Ron Dixon nel 1983. L'anno successivo fu la volta del primo acuto tricolore. A imporsi fu Orlando Pizzolato capace addirittura di condere il bis 12 mesi più tardi. La tripletta italiana venne completata nel 1986 con Gianni Poli. La quarta (e ultima al momento) vittoria italiana risale al 1996 con Giacomo Leone che piazza l'Italia al terzo posto per numero di vittorie.
Il 28 Ottobre 1984 andò così:


Se c'è una squadra che ha praticamente vinto tutto è quella italiana di pallavolo dei primi anni '90. Bernardi, Bracci, Cantagalli, De Giorgi, Galli, Gardini, Giani, Gravina, Lucchetta, Martinelli, Meoni, Papi, Pasinato, Pippi, Sartoretti, Tofoli, Vullo e Zorzi con Velasco in panchina, rappresentano la "Squadra del Secolo" come è stata nominata dalla FIVB. Il bottino di un decennio comprende 3 Mondiali, 4 Europei, 8 World League e una Coppa del Mondo. Manca l'Olimpiade: la vera macchia di questi campioni.
Il 28 Ottobre 1990 nacque la "Generazione di Fenomeni":




mercoledì 26 ottobre 2011

Quando arrivare secondi è la vera vittoria




Aggiornamento del 6 Novembre: Appena 10 giorni dopo, Alex Zanardi ha vinto (stavolta arrivando primo sul traguardo) la maratona di New York. Zanardi vince sempre!




domenica 16 ottobre 2011

La differenza tra "vincente" e "campionessa"

«Lo dico a malincuore, però, anche se mi proponessero di fare la portabandiera, non lo farei. Io sono una persona molto patriottica, per me sarebbe un onore infinito, ma noi ci alleniamo un anno, anzi quattro, per fare questa Olimpiade, e se anche il giorno dopo non avessi gare, dovrei stare sette ore in piedi, perché la sfilata dura mezza giornata. Sette ore sulle gambe per noi non si recuperano in una giornata. Comunque, a malincuore, purtroppo rifiuterei».
(Federica Pellegrini, 12 Ottobre 2012)

«Portabandiera ai Giochi 2012? Se me lo chiedessero sarei orgogliosa».
(Josefa Idem, 15 Ottobre 2012) 


Aggiornamento del 18/10: Ma nessun giornalista ha indagato se effettivamente la Pellegrini non avrà gare il giorno dopo? Ho controllato io, Federica scenderà in acqua la prima volta il 29 mattina per avere alla sera la (speriamo!) finale dei 400. La cerimonia di apertura sarà il 27...




sabato 15 ottobre 2011

Nella storia

All'indomani della vittoria della Champion's League 2010 di pallavolo, Gian Luca Pasini, firma della Gazzetta dello Sport, scriveva:

"Più forte della fatica, più forte del calendario, più forte dell'avversario, più forte e basta. Semplicemente Trento è la squadra più forte che abbia mai giocato in Italia in epoca di rally point".

Negli ultimi tre anni l'Itas Diatec Trentino ha raggiunto 12 finali vincendone 10 per un totale di:
- 2 Scudetti
- una Coppa Italia
- 3 Champion's League
e da ieri sera, battendo 3-1 i polacchi dello Jastrzebski, 3 Mondiali per Club.

Aggiornate le statistiche: Trento scrive la storia.


Foto: Marco Trabalza - Trentino Volley


venerdì 14 ottobre 2011

Il derby è derby, la pietà è morta


Nel mondo del calcio ci sono il Superclasico, il Majestoso, il Classicos dos Classicos, quello degli Eterni Nemici o addirittura la "Guerra del Calcio", senza considerare quelli delle varie città. In Italia invece c'è quello della Madonnina, della Lanterna, della Scala, della Mole, o semplicemente quello d'Italia. Insomma il derby esiste ovunque. Che sia una stracittadina o un incontro tra squadre acerrime rivali, il derby ha un fascino tutto particolare. Ha una sua storia, un'importanza e delle statistiche tutte sue. Può salvare una stagione o essere la ciliegina sulla torta di un campionato perfetto. Una sconfitta però diventa "una sciagura con conseguenze catastrofiche".
Il derby è quello che ha "inventato" le pagelle nel primo Inter-Milan. Il derby è quello d'Italia, chiamato così da Gianni Brera nel 1967. Il derby è quello del nerazzurro "Veleno" Lorenzi che prima del rigore di Cucchiaroni scava una buchetta sul dischetto e ci appoggia mezzo limone facendo finire fuori il tiro. Il derby è il gol di Toldo in pieno recupero in un Inter-Juventus. Il derby è "il miracolo di De Vecchi" capace di pochi gol, ma due decisivi in quel di Milano. Il derby di Torino è quello del primo scandalo scommesse con Allemandi, ma anche quello di una "domenica come un'altra" per Le Roi Platini. E' il 9-1 di Juventus-Inter perchè il Presidente Angelo Moratti per protesta fece giocare la primavera; senza dimenticare il fallo di Iuliano su Ronaldo. Il derby è quello dell'Ottobre 1954 tra River Plate e Boca Junior finito 5 a 4. Il derby sono le magliette di Totti o le corna di Maresca. Il derby è l'arbitro Orlandini di Roma che fece proseguire un Vicenza-Padova anche con gli spettatori praticamente in campo per il cedimento delle reti di protezione.  Il derby è anche Benito Mussolini: dapprima laziale ma poi, una volta presa la capitale, improvvisamente di fede giallorossa.

Il derby è una cosa a sé.


Dieci anni fa esatti, il 14 Ottobre 2001, fu la volta di un incredibile (parola inflazionata quando si parla di derby, ma è sempre così) Juventus - Torino. Finì così:


Nel fine settimana ci saranno due derby: Sabato pomeriggio Vicenza-Verona per la Serie B e Domenica sera Lazio-Roma per la Serie A...
E come disse "El Paròn" Nereo Rocco: "Vinca il migliore..." "Speremo de no!"




domenica 9 ottobre 2011

Anche i sogni hanno un prezzo...

...e precisamente 50000 dollari al minuto.
E' questo quanto guadagnerebbe (si parla di 2 milioni per una partita) Kobe Bryant per giocare per la Virtus Bologna. Kobe da matti.
Inizialmente ci eravamo illusi che il lock-out Nba permettesse una decina di partita in Italia. Poi le partite di campionato sono diminuite arrivando a essere solo una. Adesso non vorrei che ci togliessero quel regalo di Natale assaporato per tutta la vigilia dicendoci che giocherà solo una amichevole.
Il basket italiano è fermo al palo, agli Europei, riflesso di un intero movimento, l'avevamo lasciato così:


Kobe non avrà certo bisogno di quei soldi ma il basket italiano ha bisogno di Kobe. Tra ripescaggi, squadre dispari causa wild card con regole astruse e arbitri di Lega Due, nel massimo campionato cestistico italiano regna il caos. C'è bisogno di una sferzata, anche solo romantica. Non privateci di questo sogno.




domenica 2 ottobre 2011

Il risultato è occasionale, la prestazione no

Il Boemo è tornato, o forse più semplicemente, non se ne è mai andato. Pescara con il miglior attacco della serie cadetta e praticamente con la peggior difesa. Zeman è così: o tutto o niente. Dalle giovanili del Palermo di metà anni '70 fino ai gol di Ciro Immobile passando per il Foggia dei miracoli: unico comun denominatore i tanti gol. Fatti e subiti.
Sono sempre rimasto affascinato da questo allenatore introverso e mai propenso a farsi piacere. Zeman culla il mio sogno romantico del calcio: lo spettacolo esasperato, la specializzazione di ciò che convince e il menefreghismo di ciò che ti vince. Ritengo però che come nella sua tattica di gioco così anche nei suoi confronti sia un out-out: o con lui o contro di lui. Può farti indispettire, sbalordire, perfino imprecare ma è innegabile che fa sempre parlare di sé. Ai più ricorda semplicemente il 25 luglio 1998 quando l'allora allenatore della Roma "invitava" il calcio ad uscire dalle farmacie. Questa è la cosa che più mi dispiace. Sacchi è sempre stato visto come un rivoluzionario, un innovatore. Mourinho è l'emblema della vittoria (e dell'antipatia), Capello della serietà e Guidolin dell'incompiuto. Ma perché mai nessuno guarda cosa ha fatto effettivamente Zeman? Ha fallito quasi (come dice Venditti) dappertutto, ma quando è riuscito a imporre il suo gioco e le sue idee troppo spesso velleitarie ha vinto e dato spettacolo. 
Ieri sul 5 a 0 di Pescara-Albinoleffe ha iniziato a sorridere: sono convito che già pregustasse i 3 gol dei bergamaschi.