Il più grande sogno dell'umanità, forse, è sempre stato volare, spiccare il volo.
Da Dedalo e suo figlio Icaro in poi è stato un susseguirsi di tentativi spesso vani. Gli studi di Leonardo, le invenzioni dei fratelli Mongolfier e di quelli Wright hanno portato a velivoli capaci di librarsi nell'aria con l'ausilio di ali metalliche o motori ruggenti.
L'uomo però, da solo, non è mai arrivato a volare in libertà.
Fino a Patrick de Gayardon.
L'uomo volante non è stato un semplice paracadutista nè un mero acrobata del cielo. Campione di freestyle inizia a cimentarsi in imprese sempre più spettacolari come il lancio dal Salto Angel, la più alta cascata del mondo (979 metri), o l'invenzione del skysurf che usa anche sopra il Polo Nord. Nell'Ottobre del 1992 si lancia nel Sotano de Las Golondrinas, un enorme canyon naturale in Messico profondo 376 metri e largo dai 49 ai 63, aprendo il paracadute appena varcato l'inizio del "pozzo".

Poi capisce che non gli basta più. Per quanto potesse tuffarsi in caduta libera non era la stessa cosa che planare. E allora ha iniziato a dedicarsi anima e corpo al suo sogno: volare veramente. Il no-limits man per tre anni ha studiato i Petauri dello Zucchero e il loro bizzarro modo di fluttuare nell'aria. Nel 1994 i primi prototipi, nel 1996 i primi voli veri e propri. Arriva a costruirsi una tuta particolare dotata di tre superifici alari cucite direttamente al corpo della tuta stessa, per riempire lo spazio che si forma tra le braccia e il corpo, e tra le gambe divaricate; formata da una particolare membrana che si gonfia durante la caduta creando un effetto portante. Grazie a ciò riesce nell'incredibile impresa di rientrare nello stesso aereo da cui, alcuni chilometri più in alto, si era lanciato! Indossando questa sua invenzione, infatti, arriva ad avere una velocità di spostamento orizzontale intorno ai 150 km/h (con punte di 180!) e una velocità verticale di 90 km/h...quindi con quella tuta Patrick riesce ad avanzare molto di più di quanto cade, in altre parole...VOLA!
Il re dei cieli perse la vita il 13 Aprile 1998 perfezionando i suoi studi in un volo alle Hawaii: il paracadute applicato alla tuta appena modificata non si aprì inceppando anche il paracadute di sicurezza.
Esattamente 16 anni fa, il 14 Novembre 1995, Patrick de Gayardon si lanciò da 12700 metri nei cieli di Mosca stabilendo il primato di lancio da grandi altezze senza respiratore.
Il giorno dopo la sua morte La Gazzetta dello Sport gli dedicò la quarta di copertina con questa frase:
"Ci sono uomini che con le loro invenzioni hanno cambiato il nostro modo di vivere.
Altri, quello di sognare."