Mancano 100 giorni esatti all'inizio delle Olimpiadi di Londra. Per l'ultimo giorno in tripla cifra di questo countdown arriva un post speciale.
"I più bei giochi Olimpici invernali della storia": questa probabilmente è la definizione più corretta per l'edizione di Lillehammer 1994.
Appena due anni dopo Albertville spetta ancora all'edizione invernale calcare i palcoscenici sportivi. Per la prima volta infatti il CIO decise di smettere di disputare nello stesso anno i Giochi estivi e quelli invernali. La piccola cittadina norvegese si fa carico di un evento che coinvolge dapprima tutta la Norvegia per sfociare poi nell'interesse di tutto il Mondo. Gli sport invernali trovano nelle fredde terre del nord il terreno fertile per le emozioni più vive. Atleti già sulla strada del tramonto si rimettono in gioco per continuare a vivere il sogno olimpico anche dopo l'appuntamento francese. Scenari fiabeschi e totale apertura al professionismo fanno si che le Olimpiadi di Lillehammer vengano ancor oggi ricordate come le più emozionanti e combattute della storia dei Giochi invernali.
Dieci anni prima erano state le Olimpiadi di Sarajevo a focalizzare l'attenzione del mondo intero. Anche nel 1994 la capitale della Bosnia-Erzegovina è sotto osservazione ma per episodi ben più tragici. Ne è la dimostrazione il minuto di silenzio per le popolazioni dei Balcani. Poi la cerimonia d'apertura: la natura sembra capire che evento straordinario sta per svolgersi e contribuisce con la più abbondante nevicata dell'ultimo secolo. La fiaccola giunge nelle mani dell'ultimo tedoforo, il principe Haakon, dopo il salto dal trampolino: luci spente e solo la fiamma a illuminare la vallata grazie al riflesso sulla neve fresca.
Le Olimpiadi di Lillehammer iniziano ben prima per due campionesse del pattinaggio artistico, le americane Nancy Kerrigan e Tonya Harding: sono loro infatti le protagoniste di un reality mediatico che incuriosisce e fa discutere. Kerrigan e Harding, diverse in tutto e per tutto, erano finite rispettivamente terza e quarta alle Olimpiadi precedenti. Ovvio dunque che si contendessero lo scettro del pattinaggio statunitense e mondiale. Il 6 Gennaio 1994, dopo un allenamento ai Campionati Nazionali validi come pass olimpico, la Kerrigan viene aggredita e colpita al ginocchio destro con una spranga da un uomo. Pochi giorni dopo si verrà a scoprire che il mandante era l'ex marito della rivale Harding. La telenovela si conclude con il marito della Harding che ammette le sue colpe, sua moglie che si dichiara estranea ai fatti (anche se sapeva che sarebbe avvenuto l'agguato) e convocata ai Giochi grazie alla minaccia di una causa milionaria, e l'aggredita Kerrigan che viene portata a Lillehammer pur non avendo la qualificazione. Ai XVII Giochi Olimpici invernali quindi quella tra la "buona" Kerrigan e la sua antagonista, la "cattiva" Harding, è la favola sportiva che necessita del lieto fine. A sgretolare l'immaginario fiabesco ci pensa l'ucraina Oksana Baiul che vince il titolo tra i mormorii del pubblico. La Harding, ancora scossa dall'accaduto non va oltre un ottavo posto, la Kerrigan invece è argento.
Per l'Italia sono delle grandi Olimpidi: le 20 medaglie, di cui 7 d'oro, sono un risultato roboante che fa diventare la nostra nazione la quarta potenza del medagliere dietro solo alla superpotenza Russa, ai padroni di casa della Norvegia e alla Germania. Nello sci alpino salgono alla ribalta Alberto Tomba, Isolde Kostner e Deborah Compagnoni. Ma è soprattutto nello sci di fondo che l'Italia ha le maggiori soddisfazioni: Manuela Di Centa vince 5 medaglie in altrettante gare: un record mondiale. Ai 2 ori, 2 argenti e al bronzo in staffetta si aggiunge a fine anno la sua prima Coppa del Mondo.
L'apoteosi però la raggiungono, sempre nello sci di fondo, gli uomini. Il 22 Febbraio è in programma la 4x10km, la gara più sentita dal pubblico locale. Fu l'apoteosi.

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