Ho sempre pensato che prima o poi scriverò un libro sul '68 e lo sport. Mi affascina che in un anno così particolare il pallone d'oro sia finito a George (the) Best. Sono convinto che politica, sociale e sport avanzino (o arretrino) di pari passo. Se la corrispondenza poi è biunivoca (penso al Sudafrica campione del mondo di rugby post Mandela) l'esplosione è totale.
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| Tre ori olimpici per Teófilo Stevenson (foto by sports.yahoo.com) |
Una settimana fa Teófilo Stevenson è andato al tappeto nel ring della vita. La prima volta che ho sentito il suo nome è stato grazie a Fiorello e alla sua splendida imitazione di Gianni Minà ("Eravamo un gruppo felice: eravamo io, Fidel, Cumpaio Segundo, Paco Peña, Sotomayor e Teófilo Stevenson") e da allora ho iniziato ad interessarmi alle gesta del più grande pugile cubano. Vinse tre titoli mondiali e tre ori olimpici ma soprattutto non passò mai al professionismo. Non per una questione "alla Clemente Russo" ma perché credeva fortemente nel suo paese. Alle vagonate di soldi offerti per diventare professionista e combattere contro Muhammad Ali rispose picche: "Cosa sono cinque milioni di dollari in confronto all'amore di otto milioni di cubani?".
Quella Cuba oggi non credo possa esistere più. Alla parte politica con un Fidel Castro sempre più in lotta con problemi di salute, si aggiunge sul versante sportivo una nazione persa nei suoi ideali e nella mancanza di fondi. L'arcipelago dei Caraibi ha vinto 194 medaglie nelle 18 partecipazioni ai Giochi Olimpici, l'85% da Monaco '72 in poi. A Barcellona '92 con il Muro appena caduto ma con gli aiuti dell'Urss ancora vivi arrivarono ben 31 medaglie di cui 14 ori (per fare un confronto l'Italia salì sul podio "solo" 19 volte).
| Dayron Robles oro nei 110hs a Pechino 2008 (foto by greenobles.com) |
A Pechino però l'inno risuonò solo due volte e, secondo me, a Londra andrà ancora peggio. Non solo perché non ci sarà lo sport nazionale, quel baseball cancellato dal programma olimpico che portò a Cuba 5 medaglie. Ma anche perché i soldi sono finiti e con loro la possibilità di allenarsi in strutture adeguate. Tornando alle statistiche (che, si sarà capito, mi piacciono molto) il 60% delle medaglie cubane sono arrivate da pugilato, lotta e judo, specialità che non necessitano di attrezzature o strutture particolari. Ma a Londra, come ha dichiarato Felix Savon, vicepresidente del Comitato Olimpico Cubano, ci saranno solo "otto giovani pugili". E gli sport di squadra? Zero. Nessuna squadra qualificata. Nemmeno la formazione del volley che l'anno scorso ho visto battere il Brasile ai mondiali italiani (e perdere in finale dagli stessi Giba & co.).
Il regime perde i pezzi e lo sport ne è la riproduzione più fedele.

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