Martedì 30 Gennaio 1904 è andata in scena l'ultima gara dell'Olimpiade di Saint Louis: la maratona.
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| Il maratoneta cow-boy Félix Carvajal |
Tra i 27 partenti c'era anche il cubano Félix Carvajal, giunto negli Stati Uniti con una colletta e che avendo perso tutto ai dadi era stato ospitato da altri corridori americani. Vestito da cow-boy dopo la partenza non riuscì più a togliersi gli stivali che non gli impedirono comunque di arrivare quarto. Stando alle cronache, giunse ai piedi del podio per la crisi di fame e al mal di stomaco dovuto a delle mele acerbe prese dalle macchine di passaggio.
Il primo a tagliare il traguardo fu Fred Lorz che, dopo la foto con la figlia di Roosvelt, venne squalificato a vita. Il maratoneta infatti, vittima dei crampi al 15° chilometro, era salito su un'auto e sentendosi meglio aveva proseguito a piedi solo nel tratto finale. Il suo intento, forse goliardico, non era quello di togliere la vittoria ad altri, semplicemente non aveva fatto in tempo a chiarire l'equivoco nel frastuono degli spettatori. In ogni caso, una volta riammesso, vinse la maratona di Boston.
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| Il vincitore Thomas Hicks |
Il vero vincitore alla fine fu Tom Hicks che però a 8 miglia dal traguardo si trascinava senza più forze. Il servizio di assistenza gli allungò di tanto in tanto del bianco d'uovo, del brandy e della stricnina (ora usato come veleno per topi)...praticamente il primo doping della storia! Una volta giunto al traguardo e risolto l'equivoco di Lorz, l'inglese del Massachussetts dalla stanchezza (e dai postumi della stritina) non fu nemmeno in grado di ricevere i premi e fare le foto di rito!
I primi tre posti furono completati dagli statunitensi Coray e Newton per un podio totalmente a stelle e striscie. (Gli Usa nell'edizione del 1904 si aggiudicarono 236 medaglie, l'85% del totale!) Nono giunse il sudafricano Lentauw che si trovava in ottima posizione quando dovette allungare il percorso per seminare due grossi cani. La leggenda vuole che gli fossero scagliati contro per impedire ad un uomo di pelle nera di vincere la gara più prestigiosa. Oltre ad alcuni greci fuggiti per altri inseguimenti di cani (e conseguente ricerca di rifugio in un fienile), il più grande avversario degli atleti fu l'ice-cream. Il gelato, ancora sconosciuto in Europa, costrinse al ritiro molti dei maratoneti tra spasmi e dolori di pancia.