martedì 28 febbraio 2012

Londra 2012: -150


Ernst Hoppenberg
Le Olimpiadi di Parigi 1900 non furono così fortunate come la prima edizione dei Giochi moderni disputati quattro anni prima ad Atene.

Le competizioni erano disseminate in tutta la città in impianti di fortuna. Per le sfide natatorie era stato recintato un tratto della Senna gareggiando così a favore di corrente.

Ernst Hoppenberg,  con la sua frazione a stile, portò al successo la staffetta tedesca nei 200m. A Parigi però fu introdotto un nuovo stile: il dorso. Hoppenberg arrivò primo nei 200m con il tempo di 2'47" (record olimpico fino al 1964) ma corse il rischio di non salire sul podio. Fortunatamente infatti venne ripescato mentre stava per annegare soffocato dalla dentiera!

Nelle stesse Olimpiadi, in una partita di pallanuoto, si affrontarono Francia e Inghilterra, ciascuna secondo le proprie regole, mentre l'arbitro tedesco applicava il suo regolamento. Finì in rissa.

Per confermare che si sia trattata di un'Olimpiade strampalata bisogna segnalare anche il ginnasta George Eyser. Lo statunitense ottenne due primi posti (parallele e fune liscia), tre secondi (salto del cavallo, volteggio, concorso generale) e un terzo (sbarra). Le sue prestazioni furono memorabili perchè aveva una protesi di legno al posto della gamba sinistra che gli era stata amputata dopo essere finito sotto un treno.



lunedì 27 febbraio 2012

Nostalgia della Luna

Qualche giorno fa, non so per quale strano motivo, mi è tornata in mente la Coppa America. Ho nostalgia della livrea grigia di Luna Rossa, dei baffi di Paul Cayard, della genuinità di Francesco De Angelis, delle strategie di Torben Grael, delle nottate in piedi per essere presenti al golfo di Aukland, di Star&Strilpes, American One o dei Kiwi e di tutte le edizioni vere della Coppa (non come l'ultima per intenderci). 

Purtroppo su internet non si trovano video decenti delle imprese delle barche italiane (specie di ITA 45, la vincitrice della Louis Vuitton Cup 2000) ma almeno c'è una gran partenza di Giacomino Spithill: un uomo che dirige una barca come fosse un monopattino. Epica questa partenza:





domenica 26 febbraio 2012

Piccoli portabandiera crescono


"E' un onore troppo grande per pensare anche solo lontanamente di rinunciare...io nel Tricolore ci vedo tutto il Paese, tutte le persone che lo compongono, tutte le nostre bellezze, la nostra storia, il nostro presente...e ancora di più il nostro futuro. Ci vedo il sentimento di appartenenza ad una Nazione...una Nazione che chiede a ognuno di noi, qualsiasi sia il lavoro che svolgiamo, di farlo al meglio delle nostre possibilità: per noi e prima ancora per i nostri figli che sono il domani del Paese".


Solo a me viene in mente che la Vezzali farà da portabandiera con accanto suo figlio?

P.S. Leo Lo Bianco è ancora nubile!



sabato 25 febbraio 2012

La zarina si è ripresa il trono

Yelena Isinbayeva è tornata. O almeno così dicono i numeri: nel corso del meeting di Stoccolma ha superato l'asticella posta a 5,01m stabilendo il nuovo record mondiale indoor.

L'unica donna a superare i 5 metri nell'asta (questa è la settima volta) non lo faceva dal 28 agosto 2009. Poi due anni lontano dalle competizioni. Non ho capito tantissimo il ritiro, ho capito ancora meno il rientro. 

Nonostante i dubbi sulle sue performance, Yelena rimane la mia atleta preferita. Se riuscisse ad arrivare a Londra come i fasti di un tempo lo spettacolo sarà assicurato. E la vittoria pure.


A Londra rivoglio quei salti di gioia sul materasso.



venerdì 24 febbraio 2012

Libertà di telecronaca

Dopo dieci anni Loris Reggiani non entrerà più nelle case degli italiani con il commento tecnico dei gran premi delle dirette Mediaset. La voce storica e "compagno di banco" di Guido Meda ha detto stop: questione di soldi, di abitudine, di stanchezza. Ma non solo.

"Non condividevo tanto la linea editoriale troppo faziosa nei confronti di Valentino Rossi che c'è lì dentro e alcune volte, non dico tutte ma alcune, ho avuto degli scontri abbastanza feroci. Scontri fra amici dopo i quali sei amico come prima, ma secondo me ci doveva essere un limite oltre il quale non si doveva passare. (...) Quest'anno soprattutto un paio di volte... Perché se per andare a favore di Rossi si deve andare contro altri piloti italiani secondo me stride, in una televisione italiana. Finché si parla di Gibernau o di Hayden o altri secondo me è giusto che una tv italiana faccia il tifo per gli italiani e fino ad un certo punto è giusto anche che una tv italiana faccia il tifo per Rossi con tutto quello che Rossi ha fatto per il motociclismo in questi anni (...). Quando si mette in discussione uno come Dovizioso, che se c'è uno sincero è lui, a tal punto che spesso si tira addosso polemiche, solo perché ha detto qualcosa a Rossi, quello non mi piace, oppure quando si chiama un pilota come Alex De Angelis a 'Fuorigiri' perché ha fatto una gran gara in Moto2 e per tutta la puntata gli si fanno solo domande su Valentino Rossi e la Ducati, ecco, quelle cose lì non le sopporto”. (qui l'intervista completa)

Apprezzo molto la visione del "Reggio". Solitamente quando si attacca Meda si viene tacciato di essere per forza pro Biaggi. La prima voce di Italia 1 ha sicuramente portato spettacolo calvalcando anche l'onda degli entusiasmi rossiniani, a volte però, secondo me, esageratamente. Non è mai sconfinato nelle telecronache alla Marianella o alla Pellegatti ma se ci fosse un "Rossi Channel" il microfono sarebbe stato suo. Mi dispiace per Loris Reggiani perchè nel tempo è riuscito ad essere una valida spalla a Meda. Magari non ai livelli di Luca Sacchi (per citare un'altra voce tecnica molto preparata -anche sotto l'aspetto televisivo-) ma le telecronache erano piacevoli e infarcite della giusta dose di divertimento. 

Dall'8 aprile quindi, questa telecronaca rimarrà soltanto un ricordo:


Viene da chiedersi allora come mai Mazzoni & Co. siano ancora saldamente i telecronisti Rai per la Ferr...ehm per la Formula 1.



giovedì 23 febbraio 2012

Perle di sport: George Bernard Shaw

«Per giocare a golf non è indispensabile essere stupidi,
però aiuta molto»
                                       (George Bernard Shaw)


mercoledì 22 febbraio 2012

Radiocronaca Vicenza-Crotone

Ero titubante se mettere qui gli "highvoice" della mia radiocronaca di Vicenza-Crotone fatta per Radio Studio '97 di Crotone. Poi ho pensato che questo blog nasce con la finalità non di scrivere ma di parlare di sport. 



La teoria di Van Bronckhorst

E con la nuova Merdeces (con quel musetto non può esser certo una Mercedes) le abbiamo viste proprio tutte. E sono tutte, o quasi, terribilmente uguali (almeno all'apparenza). E sono tutte terribilmente brutte.

"La nuova Ferrari sembra uscita dalla matita del progettista della Multipla". Quando ho letto sulla Gazzetta questa frase, all'indomani della presentazione della rossa per la stagione 2012, pensavo di essere ancora in prima pagina nel Rompipallone di Gene Gnocchi. Invece era la frase introduttiva dell'editoriale di Umberto Zapellni. La nuova vettura di Maranello (come le altre in realtà) è proprio orribile.

Solo la McLaren ha un aspetto più sobrio, senza lo "scalino" insomma. Da qualche anno le regole imposte dalla FIA hanno costretto a disegnare macchine con alettoni anteriori di dimensioni spropositate e un posteriore ridottissimo. Mi aggiungo alla lista delle persone a cui non piace, ma non sono più banale (o forse si) perchè ho una mia idea: è la "Teoria di Van Bronckhorst". Quando ho scoperto che in caso di vittoria dell'Olanda nella finale del Mondiale 2010 sarebbe stato il difensore del Feyernoord ad alzare la coppa ho capito che avrebbe vinto la Spagna. Van Bronckhorst non è uomo da coppa, non è uomo da copertina, è lontano anni luce da Cannavaro o Zoff, insomma non è fatto per vincere.

E così per la Ferrari. Una macchina brutta secondo me non è atta a vincere. La F399 era bella, così come quelle dei primi anni 2000. E la Ligier, vogliamo parlare della Ligier di Panis? La vittoria a Montecarlo '96 è la sintesi della macchina più elegante sulla passerella della moda motoristica.

Il problema di quest'anno è che conviene che vinca una macchina brutta altrimenti sono tutte da rifare. E se poi vincesse la Ferrari meglio, così me ne ricorderò non per la bruttezza ma per i titoli mondiali. Che poi, sono quelli che contano.

Il motivo per cui nel 2002 ho comprato il videogioco "Formula 1 1996":
Oliver Panis che si aggiudica  il Gran Premio di Montecarlo


lunedì 20 febbraio 2012

Dal verde all'arcobaleno

Negli ultimi giorni Bergamo si è imposta su Villa Cortese e Trento su Macerata: la pallavolo ha scelto le supercampionesse e i campioni d'Italia. Oltre all'aspetto tecnico e agli avvincenti tie-break, una cosa che proprio mi è piaciuta, molto più banalmente, sono stati i campi da gioco.


Mentre il campionato maschile da poco più di tre stagioni gioca le finali sul campo tricolore (che poi resta in "dote" alla squadra vincitrice per tutto l'anno seguente), la versione femminile è rappresentata dal campo rosa-viola. Nel basket poi è usanza che nel cerchio di centrocampo vi sia il logo della squadra di casa o della competizione in corso.


Ma perché anche nel calcio, o ancora meglio nel calcetto, adesso che si è perso il "profumo dell'erba" a discapito del sintetico, non ci sono campi colorati, magari con i loghi della squadra locale? Il verde non ha un po' stancato?





domenica 19 febbraio 2012

Nel calcio come nella vita

Il titolo è una citazione: è una frase che dice Mina, giocatore dalla punizione devastante (da cui il soprannome) nel film "Amore, bugie e calcetto". La trovo una gran frase, una sacrosanta verità.

E' notizia recente che Van Basten torna ad allenare. Ecco, secondo me il cigno di Utrecht non è fatto per allenare, per le caratteristiche intrinseche, dico. Emanuele Gamba su Repubblica l'ha definito "il più raffinato ed elegante centravanti del calcio moderno, l'unico che sapesse danzare sulle punte di un fisico ciclopico". Che c'entra tutto ciò con le geometrie, con i tatticismi? Io sono cresciuto più con il Milan di Weah che con quello di Van Basten, però da quel poco che ho visto o letto, ritengo Marco un fenomeno di invenzioni o di tocchi di classe imprevisti.

Il mio professore di arte delle medie un giorno, mentre osservavo il poster di Del Piero che aveva attaccato in classe il giorno dopo la conquista dello scudetto, si mise a fare un paio di dissertazioni con me riguardo il calcio e l'arte. Secondo lui Maradona sarebbe stato un grande artista: magari non avrebbe avuto il tocco di pennello perfetto ma la geometria, oh quella si, l'avrebbe avuta.

Per essere un grande allenatore il calcio bisogna viverlo, sono pochi gli esempi di buoni allenatori che non hanno prima sfondato da calciatori (Mourinho, Sacchi, Zeman, Pea o Ventura). Gli altri, bene o male, hanno fatto la gavetta.

Poi, secondo me, la gavetta và fatta fruttare. Uno che sta al centro del campo ha una visione più ampia, ha tatticismi più elevati. Non è un portiere lontano dal gioco nè un finalizzatore che non vede la costruzione ma solo l'opera finita. Nel futuro, su una panchina, vedo meglio Cambiasso di Milito o Di Biagio piuttosto che Ronaldo.

E' vero ci sono casi eccezionali come Zoff, Montella o Mancini, ma non sarà certo un caso se il 65% degli allenatori della serie A sono ex centrocampisti. E la maggior parte degli altri sono difensori, magari i liberi di una volta, quelli che il gioco l'hanno costruito e adesso te lo spiegano.



sabato 18 febbraio 2012

Londra 2012: -160

"Ci ha uccisi tutti, ha ucciso il salto in lungo". A pronunciare queste parole è stato Lynn Davies, campione olimpico a Tokyo '64. Il riferimento è a quel Bob Beamon capace di raggiungere nella finale di Città del Messico '68 gli 8,90 metri nel lungo. 

Subito si capì che il salto era veramente notevole ma l'apparecchio ottico non raggiungeva quella distanza. Così si dovette passare a un metro a nastro. Sul tabellone si illuminò l'8,90 ma Beamon ancora non capì; fu il suo allenatore a fargli la conversione in piedi americani.


Il record di Beamon cadde solo il 30 agosto del 1991 ai Mondiali di Tokyo quando Carl Lewis e Mike Powell diedero vita alla più incredibile gara di salto in lungo. Il figlio del vento raggiunse gli 8,91m (ventoso) mentre Powell arrivò addirittura a 8,95m. Il salto di Beamon però rimane ancora record olimpico. Un'impresa beamonesca!




venerdì 17 febbraio 2012

Albero del nutriento

Il Qatar ha scelto il logo per la sua candidatura alle Olimpiadi del 2020. La sfida a Madrid, Tokyo, Istanbul e Baku è lanciata.

Hanno già sorpreso il mondo aggiudicandosi i Mondiali di calcio del 2022, riusciranno a fare la stessa accoppiata del Brasile?



giovedì 16 febbraio 2012

Non poteva essere diversamente

(dalla versione online del Giornale di Vicenza del 16 febbraio 2012)                                                 

 


Perle di sport: Rino Tommasi

«Chi vincerà Wimbledon?»
«Il favorito è Lendl, penso che vinca Becker, scommetto su Edberg»
(Rino Tommasi alla vigilia di Wimbledon '90, vincerà Edberg)



mercoledì 15 febbraio 2012

Ci sta bene

Queste sono le prime pagine dei principali quotidiani sportivi (?) di oggi.



Insomma sulla mancata candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020 qualche trafiletto e nulla più.
Ma all'Italia sportiva interessava veramente?
Perchè alla parte calcistica direi proprio di no.





Economia-Sport 1-0

L'uomo del Monti ha detto no. Roma non sarà tra le città candidate ad ospitare le Olimpiadi del 2020.
Un po' dispiace ovviamente perchè i Giochi  in Italia avrebbero rappresentato un evento sportivo di caratura internazionale senza paragoni. Roma 1960 ha avuto gli occhi del mondo puntati addosso e ancora oggi viene ricordata con grande soddisfazione.
Del "niet" di Monti se ne parla dal punto di vista sportivo: le Olimpiadi sarebbero state un traino per tutto il movimento per i prossimi anni, sarebbe stata una grande occasione ora sprecata.
Per una volta però, anche questo blog si mette a guardare dall'altro punto di vista: quello economico. Non sarà che se non conviene nemmeno candidarci (con, sulla carta, buone possibilità di vincere per la pochezza della maggior parte degli avversari) siamo veramente messi "con le pezze al culo"?
A questo punto spero vinca Madrid che è la città più vicina (ma non intendo geograficamente) e simile a Roma. Nel 2020 vedremo chi avrà avuto ragione.


Campo impraticabile

Dall'inizio di febbraio sono state rinviate 7 partite del campionato di calcio di serie A e 8 di serie B. Ho letto e ascoltato molto sull'inopportunità di questi calendari invernali e non pocco che essere d'accordo. Che in inverno faccia freddo, che ghiacci e che possa nevicare è cosa risaputa ed è normale che i campi da calcio possano non essere al meglio.
Il problema nasce se non lo sono nemmeno quelli dei palazzetti del volley:


Insomma, per la prima volta una partita di Pallavolo è stata sospesa per impraticabilità di campo (anche se suonava un po' eccessivo scrivere così)...certo che lo snow-volley proprio non piace eh?!



martedì 14 febbraio 2012

San Valentino rende tutti più dolci...

...ecco magari proprio tutti tutti no...





lunedì 13 febbraio 2012

Informazioni distorte

Pensavo che la sfida  valevole per la Coppa Davis avesse visto i nostri Starace, Bracciali e Bolelli perdere contro la Repubblica Ceca. Poi ho aperto il sito della Federtennis e ho trovato questa schermata:


...speriamo almeno che quelle facce sorridenti e festanti siano di buon auspicio per rimanere nel gruppo principale.

P.S. Ma che poi, non si dovrebbero chiamare playout?


domenica 12 febbraio 2012

Rémi Gaillard è un genio

Per chi ancora (incredibilmente) non lo conoscesse, Rémi Gaillard è quel folle scatenato balzato alle cronache per essersi finto un giocatore del Lorient, squadra finalista della Coppa di Francia 2002, festeggiando in campo con i vincitori (veri) e ricevendo i complimenti del presidente francese Jacques Chirac! Forse per la maggior parte di voi il suo nome viene associato a Super Mario ma è veramente uno sportivo completo: si è cimentato infatti in una incursione a mister universo, nel campionato francese di pallamano e pure in quello di pallavolo per finire con il tennis o il ciclismo. Sul suo sito o sul suo canale di Youtube potete trovare tutte le sue imprese più leggendarie.
Oggi voglio stilare la mia personalissima classifica, ovviamente sportiva!

Al quinto posto il giocatore di squash:




sabato 11 febbraio 2012

Sportivi che raddoppiano

Questa cosa degli sportivi "divisi a metà" mi ha proprio preso. Dopo il post di ieri su Nasser Al-Attiyah c'ho pensato ancora un po'.

Mi è venuto in mente Kristian Ghedina. Che fosse un tipo spericolato lo si era già capito nel 2004 quando sull'ultimo salto della Streif, a quasi 140 km/h, ha aperto le gambe in una spaccata volante. Dopo 13 vittorie in coppa del mondo, dal 2006 si è dato all'automobilismo: qualche pizzamento di rilievo e qualche podio, nulla più.





venerdì 10 febbraio 2012

Nasser Al-Attiyah: quando lo sport raddoppia

Quando ero piccolo (e non solo) il mio sogno era partecipare alle Olimpiadi. Riuscendo ad essere discreto in quasi tutti gli sport mi era passata per la mente l'idea di prender parte a un'edizione dei Giochi magari per un altro paese: la concorrenza sarebbe stata più bassa e le possibilità maggiori. Già mi vedevo canoista per Andorra, maratoneta per la Nuova Guinea, giocatore di badminton per le Isole Vergini o schermidore honduregno.


Adesso che sono cresciuto però penso anche al "viceversa". Ma se fossi nato in uno di quei Paesi avrei partecipato a mondiali su mondiali anche di diverse specialità? C'ho riflettuto anche l'altro giorno quando ho sentito parlare di Nasser Al-Attiyah. Nella mia ignoranza gli arabi hanno un po' tutti lo stesso nome (come i cinesi o come qualsiasi altro popolo agli occhi di uno straniero) e non mi sono stupito che un omonomo del vincitore della Dakar 2011 potesse aver vinto il campionato asiatico di skeet (specialità del tiro a volo) . Poi il mio stupore è aumentato: Nasser Al-Attihah è solo uno. Pure Wikipedia dice che è un "pilota di rally e tiratore qatariota". Vabbè, in Quatar potrebbe essere campione anche di ping-pong e volendo pure di curling. Tutto vero, ma Nasser ha vinto 14 tappe in otto anni di Dakar, arrivando secondo nel 2010 e primo l'anno scorso.


E nello skeet? Ovvero l'altra specialità in cui eccelle? Il quarantaduenne è tre volte campione asiatico con ben quattro partecipazioni alle Olimpiadi! Alle Olimpiadi ci vanno tutti? Perfetto, ma lui ad Atene, nella gara in cui ha trionfato il nostro Benelli, ha mancato il podio di un soffio arrivando quarto . Non basta? Allora vi dico che ha vinto l'ultimo titolo con un perfetto 125 centri su 125 colpi (dove abbia trovato il tempo per allenarsi rimane un mistero) e che è uno dei fantastici quattro (gli UNICI AL MONDO!) ad aver fatto un 150 su 150!




giovedì 9 febbraio 2012

Perle di sport: Franco Bragagna

«...attenzione al tempo...
...attenzione al tempo...
un siluro, una palla di fucile...
...attenzione...
il primato...del mondo!»
(Franco Bragagna, 1 Agosto 1996, Olimpiadi di Atlanta, commentando il 19"32 sui 200m di Johnson)         


mercoledì 8 febbraio 2012

Londra 2012: -170

Città del Messico '68, Monaco '72, Montreal '76: le tre medaglie d'oro consecutive di Klaus Dibiasi. Il primo che ha tentato di emulare il tuffatore azzurro è stato il lottatore Vicenzo Maenza (l'ultima invece, compiendo l'impresa, è stata Valentina Vezzali).

Pollicino, nomignolo dovuto alla bassa statura, aveva vinto l'oro nella lotta grecoromana categoria 48 kg, sia a Los Angeles '84 sia a Seul '88.
A Barcellona arriva in finale, davanti a lui il russo Oleg Kucherenko.
I due minimosca salgono sul tappeto, vengono presentati, si stringono la mano. Può iniziare l'incontro.
Per una regola non scritta si dà sempre la mano due volte: una prima del fischio dell'arbitro, l'altra dopo.
Ma Kucherenko blocca la mano destra allungata dall'italiano e lo sbilancia quanto gli basta per portarsi sull'1-0 dopo appena cinque secondi. Per il resto del match l'ucraino fuggirà (prendendosi anche due ammonizioni per passività), ma il risultato non cambierà. Kucherenko oro, Maenza argento. Per un'ingenuità.



lunedì 6 febbraio 2012

La cosa peggiore


La cosa peggiore è la sentenza del Tas che condanna a 2 anni Alberto Contador, positivo al clenbuterolo il 21/7/2010?

La cosa peggiore è il Tour 2010 e il Giro d'Italia 2011 senza padrone?

La cosa peggiore sono i 565 giorni passati prima della sentenza?

La cosa peggiore è l'assoluzione da parte della Federazione ciclistica spagnola?

La cosa peggiore sono i 20 milioni di euro persi dal contratto biennale col team Saxo?

La cosa peggiore sono i 5 milioni in premi da restituire?

La cosa peggiore sono le vittorie con gloria postuma di Scarponi e Schleck?

La cosa peggiore sono le Olimpiadi di Londra senza lo spagnolo?

La cosa peggiore sono i 0,0000000000005 grammi di clenbuterolo che Contador sostiene di aver assunto mangiando una bistecca?  (Contate gli zeri dopo la virgola: sono 12. Una parte così infinitesimale scoperta soltanto perché il liquido è stato ingrandito 400 volte. Forse non si cercava proprio quello ma "particelle di plastica, vale a dire quei volgari residui delle sacche che contengono il sangue preparato per le trasfusioni, e sotto la lente è passato… il clenbuterolo" -come ha scritto Angelo Zomegnan sul suo blog)

La cosa peggiore sono le gare disputate da Contador dopo essere stato trovato positivo?

La cosa peggiore è avere dubbi sulle vittorie precedenti (Giro e Vuelta 2008, Tour 2007 e 2009)?

La cosa peggiore è che la storia non sia ancora finita?

La cosa peggiore è che Contador è solo uno squalificato qualsiasi dopo Basso o Riccò e prima di qualcun altro?

La cosa peggiore è la mancanza di credibilità del ciclismo.

La cosa peggiore è lo stato d'animo dei tifosi. 


domenica 5 febbraio 2012

Just do it

Dopo il quiz di ieri, ne ho un altro per voi. Guardate la foto qui sotto che ritrae la premiazione della nazionale statunitense di basket dopo la vittoria nella finale olimpica di Barcellona 1992. Cosa c'è di strano?
Come mai Michael Jordan è l'unico con la bandiera sul podio alle Olimpiadi di Barcellona 1992?
Non crederete mica all'eccessivo patriottismo di MJ vero?
E poi tutti con la tuta bella aperta...sarà stato per il caldo o per fare in modo che il risvolto nascondesse il simbolo della pubblicità sul petto?

Il sei volte vincitore del titolo NBA era contrattualmente legato alla Nike. La nazionale che poi passò alla storia come il Dream Team (ne ho già parlato qui) però era sponsorizzata dalla Reebok.
Jordan, Robinson, Barkley, Scottie Pippen, Mullin e Stockton sono stati così costretti ad utilizzare le bandiere a stelle e strisce per coprire il marchio Reebok.

Stavolta, nella guerra della pubblicità, le armi sono stati gli atleti.


sabato 4 febbraio 2012

The impossible made possible

Cosa c'è di strano nella foto qui sotto?


Visto nulla? Aguzzate meglio la vista in quest'altra:


Ci siete arrivati? 
Il logo Coca-Cola è bianco su sfondo nero!

Con il 2004 non si interrompe solo il ciclo più vincente della storia del Boca Junior -nel 2003 è arrivato il "Treble"(Libertadores, Internazionale, Apertura)- ma anche la collaborazione con lo sponsor Pepsi.
La fine dell'accordo è un'occasione imperdibile per la Coca-Cola. Ma c'era un problema: i colori della Coca Cola sono il rosso e il bianco, gli stessi colori degli acerrimi rivali del River Plate.
Il rosso è bandito, il nemico non può entrare nella Bombonera. E così, probabilmente per l'unica volta al mondo, è la Coca a dover cambiare colore.

Per una volta la passione dei tifosi prevale sul marketing.
(anche se secondo me vincono entrambi!)


Domani altra puntata della saga "pubblicità vs sport"...Stay tuned!



venerdì 3 febbraio 2012

100...e lode!

Secondo me questo avvenimento è passato un po' troppo sotto traccia, sono dell'idea che la perfezione vada riconosciuta ed esaltata.

Shaun White ha vinto la finalissima del superpipe agli Winter X Games 2012 facendo registrare per la prima volta nella storia il punteggio perfetto, 100/100.
Un Comăneci con la tavola. 





giovedì 2 febbraio 2012

Perle di sport: Mario Ferretti

«Un uomo solo al comando, la sua maglia è biancoceleste, il suo nome è Fausto Coppi»

«In attesa dell'arrivo del secondo classificato, trasmettiamo musica da ballo»
(Mario Ferretti al Giro d'Italia '49, tappa Cuneo-Pinerolo.
Coppi vince dopo 192 km di fuga solitaria con 12' su Bartali)


mercoledì 1 febbraio 2012

La coda del tennis

Djokovic soffre Federer ma supera Nadal.
Nadal soffre Djokovic ma supera Federer.
Federer soffre Nadal ma supera Djokovic.

Sembra un cane che si morde la coda, semplicemente è la versione dei tre capi del tennis mondiale, ovviamente quando tutti tre sono in forma.
E' successo anche all'Australian Open, primo slam del 2012. Stando così le cose però la vittoria non può che andare al serbo. Il tabellone infatti unisce il primo (Djokovic) e il quarto (Murray) della classifica ATP nella parte alta, mentre nella bassa sono accorpati il secondo (Nadal) e il terzo (Federer). Matematicamente scrivendo, il risultato è già scritto. Sulla carta ovviamente. Sul cemento è andata diversamente. La più lunga finale di uno Slam è terminata all'una e mezzo della mattina australiana per uno spettacolo sopraffino.
Ha vinto Novak, ma Rafa ha contribuito a scrivere la storia.