giovedì 31 maggio 2012

Perle di sport: Michael Jordan


«Avrò segnato 11 volte canestri vincenti sulla sirena, e altre 17 volte a meno di dieci secondi dalla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di 9000 tiri. Ho perso quasi 300 partite. 26 volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato.
Nella vita ho fallito molte volte.
Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto»
                                                   (Michael Jordan)





mercoledì 30 maggio 2012

Poco tempo (!), nuove passioni (?)

Forse l'avrete capito, in questi giorni non ho troppo tempo da dedicare al blog. Inizialmente mi arrabbiavo se  non riuscivo a pubblicare con costanza, poi ho pensato che è meglio la qualità della quantità e in ogni caso questo è uno spazio mio, sarò anche libero di fare ciò che voglio no?!


Non ho il tempo per scrivere ma quello per leggere e aggiornarmi lo trovo sempre. E tra letture e ricerche è successo ciò che era già capitato alla vigilia di Torino 2006. All'epoca mi ero veramente preso dal curling (e come non farsi prendere dal mitico Joël Retornaz?!), questa volta sembra toccare al badminton.


Intanto vi lascio un video qui sotto. Però mi dispiace, incredibilmente è la specialità che per prima ha esaurito i biglietti disponibili per Londra 2012...forse non sono proprio l'unico che ci fa un pensierino!




P.S. Intanto ho chiuso la stagione di hattrick al terzo posto...



martedì 29 maggio 2012

lunedì 28 maggio 2012

Londra 2012: -60

Alle Olimpiadi di Monaco 1972 il 29 agosto è in programma la finale di tiro a volo specialità fossa. Per i piattelli decisivi rimangono in tre: il francese Michel Carrega e i due italiani Angelo Scalzone e Silvano Basagni. Le medaglie sono assicurate ma c'è da deciderne il colore.

Il primo in fosse è il francese che senza sussulti realizza un 25 su 25. Scalzone risponde colpo su colpo senza mai neppure usare la seconda cartuccia. Basagni invece commette due errori e si deve accontentare del bronzo. La gara è fra Carrega e Scalzone con l'italiano avanti di uno grazie alle prove precedenti.

Angelo -don Peppino- Scalzone non sbaglia. Alla fine sarà oro con  il record mondiale e olimpico di 199 centri su 200. Nella conferenza dopogara dichiara: “Ho un grado di astigmatismo all'occhio destro, proprio quello con cui prendo la mira”.




domenica 27 maggio 2012

Il cuore è solo (bianco)rosso

Dal post di qualche giorno fa avrete capito che in casa mia si legge la Stampa. Dopo lo scudetto della Juventus è arrivata la promozione del Torino. Il quotidiano piemontese l'ha celebrata con una pagina centrale molto carina:


Complimenti allora al Toro (ma di più al Pescara). Il campionato è finito, ma non per tutti. Per noi inizia ora.



giovedì 24 maggio 2012

Perle di sport: Oscar Wilde


«Il rugby è una buona occasione per tenere lontani trenta energumeni dal centro della città»
                                                (Oscar Wilde)


venerdì 18 maggio 2012

Londra 2012: -70

Le Olimpiadi sono il sogno di una vita e si dice che vengano preparate meticolosamente nei quattro anni precedenti. Poi però, imprevisti o scelte coraggiose modificano tutti i calcoli fatti per lungo tempo.


Nell'edizione di Anversa 1920, per esempio, il finlandese Joonas Myyrä, mentre riposava sull'erba prima della gara, venne colpito dal giavellotto di uno statunitense che si riscaldava. Trasportato subito all'ospedale per la ferita al braccio con cui lanciava, i medici gli rimossero la scheggia di osso dal gomito. Meno di un'ora dopo, tornato allo stadio, vinse l'oro e ottenne il record olimpico della specialità con 66,78 metri.


Come Jonni anche l'italiano Livio Berruti trascorse riposandosi le due ore di pausa tra le semifinali e la finale dei 200 metri alle Olimpiadi di Roma 1960. Seduto sul prato si mise a sfogliare un libro di chimica rinunciando così a qualsiasi tipo di riscaldamento. Nella gara per l'oro, l' "angelo" (così chiamato per la leggerezza della falcata e la grazia con la quale esprimeva la sua potenza) stabilì il nuovo record del mondo con 20"50 battendo Carney e Seye.


Livio Berruti con gli occhiali da sole e i piccioni sulla pista



giovedì 17 maggio 2012

Perle di sport: Fabio Caressa


«Se da noi il calcio è una religione,
il suo racconto deve sembrare una preghiera»
                                                    (Fabio Caressa)





lunedì 14 maggio 2012

Chapeau capitano

E' dall'undici gennaio 2006 che sull'anta dell'armadio di mio papà c'è questa pagina de La Stampa.
Il giorno prima Alex Del Piero, con la 183esima rete, era diventato il più grande goleador della storia della Juventus.
Direi che non c'è nulla da aggiungere.






sabato 12 maggio 2012

Hall of fame

Dopo i tuffatori Giorgio Cagnotto, Klaus Dibiasi e il suo allenatore (e padre) Carlo Dibiasi, i pallanuotisti Gianni De Magistris, Gianni Lonzi, Mario Majoni, Eraldo Pizzo e Cesare Rubini, ai nuotatori Giorgio Lamberti e Novella Calligaris, oggi nella Hall of fame del nuoto si aggiunge Domenico Fioravanti.

Per il ranista di Trecate 46 titoli italiani, 8 medaglie europee e tre mondiali. Ma soprattutto la prima, storica, medaglia d'oro olimpica del nuoto italiano nei 100 rana ad Atene 2004. Poi concesse il bis nella distanza doppia.





venerdì 11 maggio 2012

Voglio sentire l'inno!

Tra i primi pensieri che ho avuto dopo aver acquistato i biglietti per le Olimpiadi di Londra uno è stato: "ecco, lo sapevo io, nella scherma non vinceremo nulla!".

L'Italia è la potenza indiscussa della scherma grazie alle 114 medaglie conquistate (i 45 ori, 38 argenti e 31 bronzi la fanno prima nel medagliere) e presenta ben 5 atleti (Mangiarotti, Gaudini, Trillini, Vezzali, Marzi) nella top ten di tutti i tempi. 

Ma è in particolare nel fioretto dove negli ultimi anni il tricolore è sventolato più spesso sul pennone più alto. Limitandoci alle Olimpiadi, i fiorettisti azzurri hanno raccolto 4 ori, 1 argento e 3 bronzi nelle ultime 7 edizioni. Ancora meglio è andata sul versante femminile grazie al decisivo contributo di Giovanna Trillini prima e Valentina Vezzali poi: da Barcellona '92 abbiamo praticamente sempre vinto (solo una sconfitta nel '96, la Vezzali fu argento) portando da Atlanta in poi sempre due atlete sul podio. E vogliamo parlare delle competizioni a squadre? Lì è addirittura da Seul che non scendiamo dal podio!

Ecco, avete già capito qual è il punto vero? Marta e io abbiamo comprato solo un evento per specialità. Tranne che per la scherma. Abbiamo i biglietti per la finale femminile di fioretto e per la finale femminile di fioretto a squadre.

Vezzali e socie saranno più forti delle sfighe che gli stanno lanciando addosso?

No perché prima si è messa proprio la Federscherma...


...e poi Ficarra e Picone, Le Iene, Tommaso Rocchi...


...mi viene quasi il dubbio che remino contro di noi!



giovedì 10 maggio 2012

Perle di sport: Domenico Calcagno


«Quando il risultato non conta o conta solo per una squadra,
o giocano gli inglesi, che prendono tutto sul serio,
o non è più sport, ma una presa per i fondelli, a volte solenne.»
(Domenico Calcagno, Corriere della sera, prima dell'ultima giornata di campionato 2010/2011)





mercoledì 9 maggio 2012

Straordinaria normalità (troppo presto?)

Pochi forse se ne sono accorti ma al debutto stagionale Usain Bolt ha corso i 100 metri in 9"82 che vale molto più del limite 2012. Così, giusto per la cronaca, vi snocciolo un po' di dati: Usain è andato sotto quel tempo solo altre 8 volte. Gay, Powell, Carter, Greene e Mullings sono gli unici uomini ad aver corso più veloce del giamaicano nella gara di sabato a Kingston. Una gara mostruosa nella normalità.

E' un po' come Paul Biedermann. Ai mondiali di nuoto di Roma il tedescone ha abbattuto il precedente record di sua maestà Ian Thorpe nei 400sl e nei 200 ha battuto il Kid di Baltimora. Poi? Poi, poco altro. Ha vinto più in vasca corta che nell'olimpionica e ovviamente non è sparito. Però il costumone l'ha fregato. Quei temponi assurdi non sono più fisicamente possibili e il "polpo Paul" fatica, anche troppo.

Il velocista e il nuotatore accomunati dai record. Un under-10" di Bolt non fa più rumore (e forse è proprio questa la grande impresa del giamaicano) così come non lo fanno i tempi di Biedermann. Per un attimo nella mia testa è balenata l'idea che potessero aver posto l'asticella troppo in alto troppo presto.

Fra 3 mesi ci saranno le olimpiadi e quando Bolt vincerà 100 e 200 e Biedermann si imporrà in acqua allora tutto tornerà alla normale straordinarietà. Ma intanto la perfezione anticipata non ha giovato a nessuno.




martedì 8 maggio 2012

Londra 2012: -80

La prima campionessa olimpica Charlotte Cooper
Donne e Olimpiadi, rapporto difficile. Nei giochi antichi la componente femminile era nulla anche per un motivo banale: gli atleti gareggiavano nudi. Con il tempo però si è manifestato sempre più la discriminazione con il "sesso debole". Debole forse perché solo di recente ha avuto la possibilità di dimostrare la propria forza.

Alle prime Olimpiadi moderne i partecipanti erano 241. Tutti uomini.
Meglio andò 4 anni dopo, a Parigi, dove si cimentarono 22 donne su un totale di quasi mille atleti. Nelle ultime edizioni la percentuale di donne sul totale cresce del 2% ogni quattro anni arrivano al record di Pechino 2008 con il 42% di atlete.

Non c'è da stupirsi che il distacco sia ancora così marcato nonostante la storia ultrasecolare delle Olimpiadi moderne. Il barone De Coubertin, a cui tutto il mondo riconosce la paternità dei Giochi, nell'edizione di Amsterdam 1928 si espresse così: "Io rimango contrario alla partecipazione delle donne ai Giochi Olimpici. E' contro la mia volontà che esse sono state ammesse ad un numero sempre crescente di prove". Tale posizione fu avvallata anche da Papa Pio XI.

Poter gareggiare però non significa abbattere pregiudizi e discriminazioni. Ad Anversa 1920 per esempio, durante il programma libero di pattinaggio artistico, la statunitense Theresa Weld venne penalizzata e ammonita dai giudici poiché aveva eseguito un salto "disdicevole per una signora". In questo modo la Weld, per via dei punti persi, giunse solo terza.

A Los Angeles, un'altra americana, Mildred Didrikson Zaharias, vinse la gara di salto in alto. Tuttavia i giudici la degradarono al secondo posto. La diciottenne aveva infatti saltato con uno stile "ventrale" piuttosto che con quello ufficiale "a forbice", ritenuto più decoroso per le donne.

Ondina Valla, campionessa olimpica nel '36
e primatista mondiale (foto fidal.it)
Per vedere un'italiana alle Olimpiadi si è dovuto aspettare fino al 1936 quando a Berlino Ondina Valla vinse la medaglia d'oro negli 80 ostacoli. A Pechino, il 38% degli atleti che gareggiavano con il nostro tricolore erano donne. Tale percentuale si rispecchia poi nel medagliere: tra le 27 medaglie il 39% sono giunte dal sesso femminile.

Alle prossime Olimpiadi di Londra i comitati di Qatar e Brunei hanno annunciato che per la prima volta saranno presenti con uno schieramento (seppur ridottissimo) femminile.
L’Arabia Saudita resta dunque l’unico paese che non ha mai mandato una donna ai Giochi olimpici.



giovedì 3 maggio 2012

Perle di sport: Alessandra De Stefano


«Il ciclismo toglie il silenzio alle montagne»
                                   (Alessandra De Stefano)







martedì 1 maggio 2012

Primo me - Aprile 2012

Oggi inizia un'altra, ennesima, rubrica. Ne ho creata un'altra nella speranza di essere costretto dalle scadenze fisse ad aggiornare il blog. Questi post usciranno ogni primo del mese e saranno un concentrato di pillole sportive dei trenta giorni appena conclusi. Non voglio scrivere post per ogni bazzeccola che mi passa per la mente, ma non posso nemmeno gettare i miei pensieri. E allora faccio così: li raccolgo e li unisco in un unico calderone. Sono le mie idee, le mie opinioni, le mie esperienze. Insomma, un "secondo me". Ma almeno nel mio blog non voglio accontentarmi di arrivare ai piedi del gradino più alto del podio, così quel "secondo me" si è trasformato in "primo me".


La cosa più brutta di Barcellona-Milan? Il telecronista di sky. Poco pathos (e anche Pato, ma questa è un'altra storia) e poca descrizione delle azioni. Tanti numeri snocciolati forzatamente. Ho letto che dovrebbe essere stato Marianella, io da profano di Sky dubito perché me lo ricordavo più bravo (qualcuno più abituato mi conferma o smentisce che fosse lui?) però veramente non all'altezza. Peggio solo il telecronista dei mondiali di ciclismo su pista: nefando.

Abbruscato: "Non ho mai passato un periodo così lungo senza segnare". Vogliamo parlare di quando ti avevo al fantacalcio?

Vicenza-Juve Stabia del venerdì pre-pasquale anticipata dalle 19 alle 17. Altre 2 ore e non avrei saputo quale fosse la vera via crucis.

Ma "cantera" in spagnolo significa "tunnel degli spogliatoi"? No perchè tutti i giocatori del Barcellona escono da lì.

Articolo consigliato n° 1: Si fa presto a dire nord di Davide Cassani.

Nelle gare sprint di ciclismo su pista, visto l'utilizzo delle bici a scatto, dura di meno la gara che non il tempo per fermarsi?

Per Marta e Paolo: si, si può essere ammoniti due volte nella stessa azione. Nel caso il direttore di gara faccia proseguire il gioco secondo la norma del vantaggio, sarebbe buona cosa avvertire il giocatore con un "si consideri ammonito". Rossetti espulse Guarente dell'Atalanta proprio per un doppio fallo nella stessa azione. (qui il video, dal minuto 6.24)

Il presidente del Comitato olimpico saudita, il principe Nayaf Ben Fayal, ha detto che il suo Paese non farà gareggiare donne a Londra 2012 ma aiuterà le atlete desiderose di concorrere a titolo individuale. E' già qualcosa, ma ancora troppo poco.

Ma in motogp ci sarà mai una vittoria...di Pirro?!

Articolo consigliato n° 2: L'abbandono di un padre: così Mancini ha scaricato la rockstar che non si ama di Gabriele Romagnoli (La Repubblica, 10 aprile 2012)

Ripeto: la Juventus non ha cacciato nessuno, è Del Piero che aveva già dichiarato che sarebbe stata la sua ultima stagione. Ma i giornalisti hanno sempre la memoria così corta?Che poi, secondo me è proprio il momento giusto per smettere. Platini docet.


Ma quanto sarà bello, il 7 giugno, il campo n°1 del Roland Garros in terra rosa? 

La differenza abnorme tra il volley femminile e quello maschile si è manifestata come non mai nelle finali tra Villa-Busto e Itas-Lube. Belle le 5 sfide femminili, molto meno la finale secca dei maschi. Onore a Macerata ma vincere con 38 errori è sintomatico.

Articolo consigliato n° 3: I compari del calcio di Massimo Gramellini (La Stampa, 24 aprile 2012)

Ma in inglese il gioco del Chelsea si chiamerà ugly chain??

Come si dice home run in italiano? (cit.)

Ancora pochi giorni e poi finalmente sarà "a voi"!

Marciatori, che ne pensate della Pit Stop Lane?