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| La prima campionessa olimpica Charlotte Cooper |
Donne e Olimpiadi, rapporto difficile. Nei giochi antichi la componente femminile era nulla anche per un motivo banale: gli atleti gareggiavano nudi. Con il tempo però si è manifestato sempre più la discriminazione con il "sesso debole". Debole forse perché solo di recente ha avuto la possibilità di dimostrare la propria forza.
Alle prime Olimpiadi moderne i partecipanti erano 241. Tutti uomini.
Meglio andò 4 anni dopo, a Parigi, dove si cimentarono 22 donne su un totale di quasi mille atleti. Nelle ultime edizioni la percentuale di donne sul totale cresce del 2% ogni quattro anni arrivano al record di Pechino 2008 con il 42% di atlete.
Non c'è da stupirsi che il distacco sia ancora così marcato nonostante la storia ultrasecolare delle Olimpiadi moderne. Il barone De Coubertin, a cui tutto il mondo riconosce la paternità dei Giochi, nell'edizione di Amsterdam 1928 si espresse così: "Io rimango contrario alla partecipazione delle donne ai Giochi Olimpici. E' contro la mia volontà che esse sono state ammesse ad un numero sempre crescente di prove". Tale posizione fu avvallata anche da Papa Pio XI.
Poter gareggiare però non significa abbattere pregiudizi e discriminazioni. Ad Anversa 1920 per esempio, durante il programma libero di pattinaggio artistico, la statunitense Theresa Weld venne penalizzata e ammonita dai giudici poiché aveva eseguito un salto "disdicevole per una signora". In questo modo la Weld, per via dei punti persi, giunse solo terza.
A Los Angeles, un'altra americana, Mildred Didrikson Zaharias, vinse la gara di salto in alto. Tuttavia i giudici la degradarono al secondo posto. La diciottenne aveva infatti saltato con uno stile "ventrale" piuttosto che con quello ufficiale "a forbice", ritenuto più decoroso per le donne.
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Ondina Valla, campionessa olimpica nel '36 e primatista mondiale (foto fidal.it) |
Per vedere un'italiana alle Olimpiadi si è dovuto aspettare fino al 1936 quando a Berlino Ondina Valla vinse la medaglia d'oro negli 80 ostacoli. A Pechino, il 38% degli atleti che gareggiavano con il nostro tricolore erano donne. Tale percentuale si rispecchia poi nel medagliere: tra le 27 medaglie il 39% sono giunte dal sesso femminile.
Alle prossime Olimpiadi di Londra i comitati di Qatar e Brunei hanno annunciato che per la prima volta saranno presenti con uno schieramento (seppur ridottissimo) femminile.
L’Arabia Saudita resta dunque l’unico paese che non ha mai mandato una donna ai Giochi olimpici.