sabato 30 giugno 2012

Questa è l'Italia che (mi) piace

Perché sono sempre più convinto che prima di essere dei vincenti in pista, in campo o in un palazzetto bisogna esserlo nella vita.




Ma quanto mi piace la spontaneità di queste ragazze!




venerdì 29 giugno 2012

In finale, ma (per me) che fatica!


Ieri sera mi è venuta alla mente un'altra cosa che odio oltre a farmi la barba e le ragazze con le ballerine: detesto all'ennesima potenza vedere le partite insieme ad altra gente, specie se assiepati in piazze o osterie da ubriaconi.
Per esigenze lavorative (non mie) ieri sera sono finito in Piazza dei Signori dove era stato allestito il maxi (?) schermo. Si vede che è destino per me seguire Italia-Germania in modo diverso rispetto alle altre sfide (era già successo qualcosa di simile nel 2006) ma anche questa volta ha portato bene.
In piazza l'esilio del pensiero veniva sublimato dall'apoteosi delle banalità. Non ho guardato le diagonali e neppure i fuorigioco (che per me che vivo perennemente con il braccio alzato e che sono il primo discepolo di Baresi significa veramente essere in difficoltà).
Poi però Lennoy ha emesso il triplice fischio finale e allora si che l'odio è scemato e abbiamo potuto "abbracciarci tutti volendoci tanto bene".

P.S. Buffon ieri sera si è meritato la fascia, non tanto per le parate fatte in campo ma per le parole dette fuori. Alla faccia di chi ha fatto i caroselli per l'approdo in finale.




giovedì 28 giugno 2012

Perle di sport: Martina Navratilova


«Chiunque dica "Non conta che tu abbia vinto o perso"
probabilmente ha perso»
                                 (Martina Navratilova)




mercoledì 27 giugno 2012

2 anni dopo: Barcellona 2010, noi c'eravamo





Oggi inizia l'Europeo di atletica leggera a Helsinki, il primo con la nuova cadenza biennale. A un mese da Londra, queste cinque giornate di gara serviranno come prova generale per l'Olimpiade. L'Italia deve far meglio delle sei medaglie di due anni fa e soprattutto rimediare alle figuracce di Schwarzer e Howe.


Io, intanto, torno con la mente a Barcellona 2010. Perché si, noi c'eravamo.







giovedì 21 giugno 2012

Perle di sport: Jorge Valdano


«Quel giorno Cruijff si mise a protestare con l'arbitro per un fallo senza importanza. E dato che l'arbitro non smetteva di dargli spiegazioni, suggerii a Cruijff di tenere quel pallone e di darcene un altro, visto che in quella partita avevamo qualche diritto anche noi. Cruijff mi chiese: "Come ti chiami?" "Jorge Valdano" "E quanti anni hai?" "Ventuno". "Ragazzino a 21 anni a Cruijff si dà del lei"»
                                     (Jorge Valdano)



mercoledì 20 giugno 2012

You cannot be serious

Prima Đoković nella finale del Roland Garros e poi Nalbandian in quella del Queens. Tennisti che perdono le staffe e che se la prendono con ciò che gli capita a tiro. Deplorevoli entrambi ma farne un caso nazionale mi sembra eccessivo.

Piuttosto mi torna alla mente McEnroe: più spettacolo, più personaggio, meno ipocrisia.
Nel torneo di Stoccolma 1984 si rivolse all'arbitro con un "Rispondi alla mia domanda, idiota!" mentre agli Australian Open del 1990 fu squalificato per aver rotto la racchetta dopo aver insultato arbitro e giudici di linea. All'antipatia per la classe dirigente (una volta ad un giudice di linea disse "voi non siete esseri umani") si unì quella verso il pubblico: ad uno spettatore che lo infastidiva urlò "Che problemi hai, a parte essere disoccupato, un cretino e un coglione?"

Ma il meglio arrivò a Wimbledon 1981. Al secondo turno insultò l'arbitro chiamandolo "feccia del mondo" a cui seguirono in altri match un "Per favore dimmelo!" strillato a distanza ravvicinata o un "Idiota incompetente" (in inglese rendono molto meglio!). Contro Fred Hoyles, il suo più famoso "Non è possibile che tu dica sul serio".


La parodia pubblicitaria secondo me è qualcosa di fenomenale!





martedì 19 giugno 2012

La fine di Teófilo (e di tutta Cuba)

Ho sempre pensato che prima o poi scriverò un libro sul '68 e lo sport. Mi affascina che in un anno così particolare il pallone d'oro sia finito a George (the) Best. Sono convinto che politica, sociale e sport avanzino (o arretrino) di pari passo. Se la corrispondenza poi è biunivoca (penso al Sudafrica campione del mondo di rugby post Mandela) l'esplosione è totale.

Tre ori olimpici per Teófilo  Stevenson
(foto by sports.yahoo.com)
Una settimana fa Teófilo Stevenson è andato al tappeto nel ring della vita. La prima volta che ho sentito il suo nome è stato grazie a Fiorello e alla sua splendida imitazione di Gianni Minà ("Eravamo un gruppo felice: eravamo io, Fidel, Cumpaio Segundo, Paco Peña, Sotomayor e Teófilo Stevenson") e da allora ho iniziato ad interessarmi alle gesta del più grande pugile cubano. Vinse tre titoli mondiali e tre ori olimpici ma soprattutto non passò mai al professionismo. Non per una questione "alla Clemente Russo" ma perché credeva fortemente nel suo paese. Alle vagonate di soldi offerti per diventare professionista e combattere contro Muhammad Ali rispose picche: "Cosa sono cinque milioni di dollari in confronto all'amore di otto milioni di cubani?".

Quella Cuba oggi non credo possa esistere più. Alla parte politica con un Fidel Castro sempre più in lotta con problemi di salute, si aggiunge sul versante sportivo una nazione persa nei suoi ideali e nella mancanza di fondi. L'arcipelago dei Caraibi ha vinto 194 medaglie nelle 18 partecipazioni ai Giochi Olimpici, l'85% da Monaco '72 in poi. A Barcellona '92 con il Muro appena caduto ma con gli aiuti dell'Urss ancora vivi arrivarono ben 31 medaglie di cui 14 ori (per fare un confronto l'Italia salì sul podio "solo" 19 volte). 
Dayron Robles oro nei 110hs a Pechino 2008
(foto by greenobles.com)

A Pechino però l'inno risuonò solo due volte e, secondo me, a Londra andrà ancora peggio. Non solo perché non ci sarà lo sport nazionale, quel baseball cancellato dal programma olimpico che portò a Cuba 5 medaglie. Ma anche perché i soldi sono finiti e con loro la possibilità di allenarsi in strutture adeguate. Tornando alle statistiche (che, si sarà capito, mi piacciono molto) il 60% delle medaglie cubane sono arrivate da pugilato, lotta e judo, specialità che non necessitano di attrezzature o strutture particolari. Ma a Londra, come ha dichiarato Felix Savon, vicepresidente del Comitato Olimpico Cubano, ci saranno solo "otto giovani pugili". E gli sport di squadra? Zero. Nessuna squadra qualificata. Nemmeno la formazione del volley che l'anno scorso ho visto battere il Brasile ai mondiali italiani (e perdere in finale dagli stessi Giba & co.).

Il regime perde i pezzi e lo sport ne è la riproduzione più fedele.




lunedì 18 giugno 2012

Biglietti, biglietti, biglietti!

Mentre è stato scoperto un mercato nero dei biglietti per i Giochi di Londra e un altro sito non autorizzato li rivende almeno al triplo, a noi sono arrivati i primi tagliandi per le due partite di pallavolo maschile dei gironi e la finalina di calcio a Cardiff!



Ora non ci rimane che aver fiducia nella Jakala...



giovedì 14 giugno 2012

Perle di sport: Valerij Brumel'


«E' uno stile buono solo per Fosbury,
ma non avrà futuro»
(Valerij Brumel' -un oro e un argento olimpico e autore di sei record del mondo nel salto in alto-
all'indomani della vittoria di Dick Fosbury alle Olimpiadi del 1968)




domenica 10 giugno 2012

L'Olimpiade per tutti

Nella trentina di sport per cui a Londra si competerà per l'oro olimpico non figurano discipline come il golf, il baseball o il polo. E nemmeno il rugby: Castrogiovanni, a suo modo, non ci sta e vorrebbe andarci...o almeno questa sembra l'idea dagli spot Edison.

Il pilone di Leicester e nazionale italiana ci prova prima con la pallavolo...



...e poi con la ginnastica:


Aggiornamento del 29 giugno: la saga continua, Castrogiovanni ci prova con la pallanuoto!





giovedì 7 giugno 2012

Londra 2012: -50

L'atletica è la regina degli sport. La maratona, probabilmente, la sua corona.
La prima volta che si corse nella versione moderna fu all'Olimpiade di Atene 1896 e precisamente domenica 12 aprile, ultimo giorno dei Giochi. Il colonnello Papadiamantopoulos diede il via ai 25 concorrenti alle 14.

L'idea di commemorare con una corsa il tragitto compiuto dall'araldo ateniese per portare l'annuncio della vittoria sui persiani nel 490 a.C. fu del filosofo Michel Bréal. La leggenda vuole che il nome del messaggero sia Fidippide che però venne menzionato nel VI libro delle Storie di Erodoto. E la distanza percorsa sarebbe stata non di 24 miglia ma di 140 visto che avrebbe coperto la distanza tra Maratona e Sparta. Tale distanza in ogni caso non era mai stata provata anche perché il messaggero era morto appena dopo aver dato l'annuncio. Due volontari greci, Grégorios e Yanoulis partirono così da Maratona alle 8 del mattino. Yanoulis arrivò ad Atene alle 11:35 avendo percorso però gli ultimi 5km su un calesse. Grégorios impiegò dieci minuti in più dimostrando che la maratona era possibile.

Il greco Spiridon Louis

La prima maratona venne vinta dal greco Spiridon Louis in 2 ore e 58 minuti (tempo comprensivo anche della sosta per un bicchiere di vino). La folla non si contenne per la vittoria del connazionale: una signora gli regalò un orologio d'oro mentre un sarto, un calzolaio e un lustrascarpe gli offrirono gratis i loro servigi per tutto il resto della vita.


In realtà fino al 1924 la maratona non ebbe una lunghezza ben definita, si corsero infatti gare che oscillavano tra i 40 e i 43 chilometri. La svolta si ebbe nel 1908 con la maratona di Londra. Inizialmente la partenza era posta al Castello di Windsor e il traguardo allo Stadio Olimpico per un totale di 26 miglia (41,843 metri). Gli organizzatori però aggiunsero 385 iarde (352 metri) per fare in modo che il traguardo fosse posto sotto il palco reale. La distanza che venne ufficialmente adottata dal 1921 e che si corre tutt'oggi è così di 42,195 metri.

Stefano Baldini, l'ultima medaglia d'oro olimpica nella maratona per l'Italia


La maratona ha lasciato alla storia personaggi quali Dorando Pietri, Shizo Kanakuri, Abebe Bikila o Vanderlei Da Lima. Ma di questi racconterò fra dieci giorni.




Perle di sport: Goran Ivanišević


«Il talento è un dono di Dio, ma poi tu ci devi lavorare sopra. Se vedi il numero 1 e il numero 100 del mondo in allenamento, non li distingui.
La differenza la fa il modo in cui, in partita, giocano i punti importanti.
Ci vuole allenamento: se hai una sola chance in tre ore, devi sfruttarla»
                                                   (Goran Ivanišević)



martedì 5 giugno 2012

Fiume-Vicenza-Rijeka

Il martedì per biancorossi.net è il giorno del mio punto sul settore giovanile del Vicenza Calcio. Oltre ai giovanissimi nazionali strapazzati dalla corazzata Milan, oggi ho scritto della formazione Primavera impegnata nel 60° Torneo internazionale giovanile di Fiume. E di questo articolo ne vado particolarmente fiero.

Non tanto perché ho scritto, a differenza d'altri, che si tratta del Torneo di Fiume e non di Rijeka.
Non tanto perché un articolo così dettagliato sul quel torneo in Italia non si trova.
Non tanto perché il Vicenza è arrivato in finale perdendo solo contro la squadra di casa.

Ma perché io in quello stadio ci sono stato veramente.
Perché io, durante Rijeka-Hajduk ho intonato cori in italiano insieme all'Invincibile Armada.
Ma soprattutto perché la mia camera, sopra al letto, si presenta così:

A destra la bandiera di Fiume, a sinistra il gagliardetto del Rijeka



domenica 3 giugno 2012

Ci sono cose che non si possono raccontare

Stavo pensando quanto dev'essere figo vedersi le Olimpiadi alla tv.

Se si è americani godersi le imprese di Londra tramite la NBC non dev'essere affatto male:


E per noi italiani le vittorie e le medaglie raccontate da sky saranno sicuramente emozionanti:


Non oso nemmeno immaginare come sarà dal vivo.




sabato 2 giugno 2012

Rai vs Sky

Giovedì è andato in scena un gran bel Golden Gala dal punto di vista sportivo. Per una volta metto da parte gli elogi a Usain e ai siepisti così come non entro nel dettaglio delle critiche a Collio o sul pubblico dell'Olimpico.
Riporto qui sotto un video con l'estratto delle parole di Franco Bragagna. Secondo me lui rimane il migliore (ma forse questo excursus poteva risparmiarselo) il problema è che è circondato da persone non alla sua altezza. Queste nemmeno poi tante velate osservazioni sulla "tv del magnate australiano" (cit.) arrivano dopo un cambio di rete nel bel mezzo dei 100 femminili. Non ho Sky e probabilmente mai l'avrò ma forse oltre a Bragagna c'è veramente poco da salvare...
...meglio forse la "finta pelle"?


P.s. Ma veramente Caressa commenta il nuoto? E com'è?



venerdì 1 giugno 2012

Primo me - Maggio 2012

Per capire cos'è questa rubrica vi rimando all'unica puntata precedente.



James Spithill ringrazia, a modo suo, l'Italia
e gli anni passati con Luna Rossa. Grazie a te, Giacomino!
(foto Gilles Martin)
"No tranquilli, Pescara-Vicenza non finirà come Padova-Pescara, il boemo si fermerà molto prima".

Ma mettere il GPM alla seconda tappa a 47 metri (!!!) aveva un'utilità? Il cavalcavia per andare in centro da casa mia a momenti è più alto e ripido...

Che mondo sarebbe se tutti i calciatori in sala stampa fossero come Marco Rigoni?! Altro che
Paolucci...

Qualcuno riceve gli aggiornamenti di stato (fb o twitter) di Carlo Vanzini? Come è possibile che un telecronista di sky non sappia scrivere frasi in italiano corretto?


Che ne sarà del sito con il più bel titolo di sempre? juVENTINOVEro.com dovrà cambiare nome?



Che numero ha fatto Favilli superando Cavendish in salto?! Fenomenale!


Può esistere un Giro senza El Diablo?!
(foto pagina facebook giro d'italia)
Bobocica alle Olimpiadi! E' lui il duecentesimo italiano qualificato per Londra!


Preso da Stramaccioni e dalle (vane) speranze di Champions, probabilmente Moratti ha perso di vista Milito. El Prìncipe ha segnato come non gli era mai successo prima: 24 gol, 2 in più della stagione del triplete. A 33 anni non sarebbe l'estate giusta per venderlo?


Nessuno se ne è accorto ma nello "sport pulito" -come è definito il rugby- l'antidoping ne ha pizzicati altri due. Questo articolo è di due anni fa ma chiarisce molte cose.


Casey, ci risentiamo appena passati i 30...


Vezzali portabandiera? Ricordatevi cosa scrissi tempo fa...


Video consigliato: Ivan Gutierrez e la sua idea di ciclismo


Per Gebrselassie niente Londra: solo in Kenya ed Etiopia con un under 28' non si va alle Olimpiadi. Assurdo!


La differenza fra Massa e Webber si è vista a Montecarlo: l'australiano al top vince IL gran premio. Felipe si accontenta del sesto posto!


I gol siglati fuori casa NON valgono doppio! Anche wikipedia la ritiene una "semplificazione fortemente inesatta". Va bene sentire queste frasi al bar, da giornalisti sportivi molto meno.