Stamattina levataccia per arrivare per tempo all'Earl's Court dove in un impianto non nuovo (ma non per questo meno caliente) abbiamo assistito a due match di pallavolo del girone dell'Italia.
martedì 31 luglio 2012
lunedì 30 luglio 2012
La nostra Olimpiade: Londra 2012 - giorno 3
Ho sempre pochissimo tempo per aggiornare il blog. Chi pensa che siamo qui solo per le Olimpiadi si sbaglia di grosso, stiamo camminando e visitando un sacco di bei posti!
Oggi visto non avevamo gare ci siamo dati un bel po' da fare con un emozionante museo Olimpico (ma le foto non sono ancora pronte) e soprattutto con casa Brasile!
Noi ci stiamo divertendo talmente tanto che stiamo già pensando a rio 2016!
domenica 29 luglio 2012
La nostra Olimpiade: Londra 2012 - giorno 2
Ieri tante emozioni ma anche tantissime corse e poco tempo per caricare le foto. Mi impegnerò di più nei prossimi giorni. Oggi, tra le spruzzate d'acqua, ci siamo goduti il ciclismo femminile. Niente Italia ma qui erano felici ugualmente!
Dopo 4km dal via il gruppo è compatto:
sabato 28 luglio 2012
La nostra Olimpiade: Londra 2012 - giorno 1
venerdì 27 luglio 2012
La nostra Olimpiade: Londra 2012 - Giorno 0
Ci siamo. Abbiamo iniziato a programmare tutto oltre due anni fa, a sognarlo ancora prima.
Ma oggi finalmente inizia la NOSTRA Olimpiade!
Nove eventi da assistere dal vivo di cui sette finali. Diciassette giorni a Londra che, considerando anche le gare che non necessitano di biglietti, riempiremo per la totalità con tanto sport (in verità in 3 giornate non abbiamo alcuna competizione...che faremo mai?!).
Un sogno, un sogno che si avvera. Spero di riuscire a riportare qui sul blog almeno qualche emozione. Il pc ci sarà, la connessione pure, è il tempo che scarseggerà. Confido però di mettere qualche foto di tanto in tanto, giusto un assaggio live! Probabilmente quando leggerete questo post noi saremo già in volo, ci risentiamo presto, magari già dopo la prima finale di scherma femminile...
...stay tuned!
giovedì 26 luglio 2012
L'evoluzione
L'avevo scritto nel primo post di questo Dreck III ormai un anno fa. Anzi, esattamente un anno fa. Questo blog, la terza versione della stirpe, sarebbe dovuto morire con l'inizio dell'Olimpiade di Londra. Ecco, già i tempi verbali vi avranno fatto intuire quale sarà il destino. Il blog non chiuderà, per diversi motivi.
Il primo è che mi ha dato molta soddisfazione, le visite non sono state poi così copiose ma ci avviciniamo alla quintupla cifra che è un buon traguardo per un blog generico che non ha nemmeno un anno.
Il secondo è che mi ha aiutato parecchio. Con la necessità di scrivere infatti ho dovuto per forza studiarmi qualcosa in più che magari avrei fatto lo stesso ma rimandando.
Il terzo e fondamentale motivo è che c'è bisogno di qualcosa di più. Io ho bisogno di qualcosa in più. Questo blog nasce dalla necessità di raccontare di sport, possibilmente a voce. Quest'anno le opportunità sono state meno di quelle che avrei voluto e allora sia mai che continuando a scrivere qui si creino nuovi spazi.
Il blog per questo motivo va avanti con la promessa, questa sì da rispettare rigorosamente, di chiudere tutto appena avrò raggiunto il mio obiettivo radiofonico. Dreck III/bis o Dreck IV (meglio quest'ultima versione ma le modifiche saranno assai poche che forse non ne vale la pena) avrà fondamentalmente uno spazio tutto suo, in gergo un dominio personalizzato. Il resto lo vedrò, strada facendo. Intanto sotto con Londra 2012!
Perle di sport: il Giuramento Olimpico
«A nome di tutti i concorrenti,
prometto che prenderemo parte a questi Giochi Olimpici
rispettando e osservando le regole che li governano,
impegnandoci nel vero spirito della sportività
per uno sport senza doping e senza droghe,
per la gloria dello sport e l'onore delle nostre squadre»
prometto che prenderemo parte a questi Giochi Olimpici
rispettando e osservando le regole che li governano,
impegnandoci nel vero spirito della sportività
per uno sport senza doping e senza droghe,
per la gloria dello sport e l'onore delle nostre squadre»
martedì 24 luglio 2012
Numeri e curiosità della prossima Olimpiade
A Londra verranno utilizzate circa 800 palle per la pallanuoto, 1630 dischi (con peso tra i 500 grammi e i 25kg) per il sollevamento pesi, 510 ostacoli per le gare di atletica, 600 palloni da basket, 432 guantoni da boxe, oltre 200 pali per la canoa, 35 piste per la scherma, circa 2400 palloni da calcio e 270 mila piattelli!
A Wimbledon, patria del bianco, per la prima saranno ammesse divise colorate.
Le maggiori richieste per i biglietti sono giunte per badminton e ciclismo, due tra gli sport più amati dagli inglesi. Non a caso il Velodromo è stata la prima struttura ad essere completata per l'Olimpiade già nel febbraio 2011.
A Londra 2012 farà il suo debutto olimpico la gara dei 200 metri della canoa sprint.
I Giochi non son per tutti, ci sono infatti delle restrizioni. I cavalli che gareggeranno a Londra dovranno avere almeno otto anni se competono nel dressage mentre ne dovranno avere nove per i salti. I pugili invece dovranno essere al massimo trentaquattrenni. Nessun limite nel trampolino: a Pechino 2008 il canadese Ian Millar ha vinto l'argento a 61 anni.
Scordatevi il limite posto da Nadia Comăneci: dal 2006 infatti non vi è limite superiore alla votazione, il 10 non è il punteggio più alto.
Ben 324 ginnaste si sfideranno nelle tre discipline della ginnastica mentre nelle competizioni equestri vi saranno 200 atleti che si sfideranno però solo per 6 medaglie visto che è l'unica disciplina olimpica in cui uomini e donne competono uno contro l'altro a parità di condizioni.
Nuoto sincronizzato e ginnastica ritmica invece sono le uniche due discipline del programma olimpico che non prevedono la partecipazione degli uomini.
All'interno del parco olimpico gli atleti (e spero vivamente solo loro) non potranno bere Pepsi. Gli spettatori invece potranno pagare solo in contanti o con una VISA. Coca-cola e VISA sono infatti due dei principali undici sponsor che finanziano l'edizione londinese a cinque cerchi.
La Gazzetta dello Sport manderà a Londra una ventina di inviati (tanti quanti gli ultimi Europei di calcio), Tuttosport 4 e il Corriere dello Sport addirittura solo 2! (Tanti quanti i rappresentanti del Giornale di Vicenza!)
A Wimbledon, patria del bianco, per la prima saranno ammesse divise colorate.
Le maggiori richieste per i biglietti sono giunte per badminton e ciclismo, due tra gli sport più amati dagli inglesi. Non a caso il Velodromo è stata la prima struttura ad essere completata per l'Olimpiade già nel febbraio 2011.
A Londra 2012 farà il suo debutto olimpico la gara dei 200 metri della canoa sprint.
I Giochi non son per tutti, ci sono infatti delle restrizioni. I cavalli che gareggeranno a Londra dovranno avere almeno otto anni se competono nel dressage mentre ne dovranno avere nove per i salti. I pugili invece dovranno essere al massimo trentaquattrenni. Nessun limite nel trampolino: a Pechino 2008 il canadese Ian Millar ha vinto l'argento a 61 anni.
Scordatevi il limite posto da Nadia Comăneci: dal 2006 infatti non vi è limite superiore alla votazione, il 10 non è il punteggio più alto.
Ben 324 ginnaste si sfideranno nelle tre discipline della ginnastica mentre nelle competizioni equestri vi saranno 200 atleti che si sfideranno però solo per 6 medaglie visto che è l'unica disciplina olimpica in cui uomini e donne competono uno contro l'altro a parità di condizioni.
Nuoto sincronizzato e ginnastica ritmica invece sono le uniche due discipline del programma olimpico che non prevedono la partecipazione degli uomini.
All'interno del parco olimpico gli atleti (e spero vivamente solo loro) non potranno bere Pepsi. Gli spettatori invece potranno pagare solo in contanti o con una VISA. Coca-cola e VISA sono infatti due dei principali undici sponsor che finanziano l'edizione londinese a cinque cerchi.
La Gazzetta dello Sport manderà a Londra una ventina di inviati (tanti quanti gli ultimi Europei di calcio), Tuttosport 4 e il Corriere dello Sport addirittura solo 2! (Tanti quanti i rappresentanti del Giornale di Vicenza!)
lunedì 23 luglio 2012
Liberi di...vincere!
Magari vi erano sfuggite le 7 vittorie su 21 tappe della stessa squadra.
Magari vi era sfuggita la quarta vittoria consecutiva sugli Champs-Élysées di Cannonball.
Magari vi era sfuggito il primo inglese capace di arrivare in giallo a Parigi.
Ecco, sappiate che se vi è sfuggito tutto ciò potrete rifarvi a Londra 2012. Perché magari vi era sfuggito pure che sarà Sky ad essere la tv ufficiale...
...ma spero sia chiaro a tutti che Cavedindish vincerà la prova in linea e Wiggins quella a cronometro...
domenica 22 luglio 2012
Numeri e curiosità delle Olimpiadi del passato
Guinn Smith, ai Giochi di Londra 1948, è stato l'ultimo saltatore con l'asta a vincere la medaglia d'oro con una canna di bambù.
Il diciottenne Herbert Elliot, in visita da Perth per le Olimpiadi di Melbourne 1956, fece un'incursione nel villaggio olimpico scavalcando la staccionata. Preso dalle guardie e subito allontanato, giurò a se stesso che alle successive Olimpiadi sarebbe entrato nel villaggio da atleta. Mantenne il proposito e a Roma 1960 vinse l'oro nei 1500 metri.
Ai Giochi di Berlino 1936 il primo torneo ufficiale di basket olimpico si è tenuto all'aperto, su campi di sabbia trasformati in fango dalla pioggia.
L'italiano Nedo Nadi, con le vittorie ai Giochi di Anversa 1920, è diventato il primo e finora unico schermidore a vincere una medaglia d'oro con tutte le armi ad un'Olimpiade.
Rimanendo in tema di scherma: dopo i Giochi di Parigi 1924, la squadre italiana e quella ungherese hanno risolto una controversia con un vero duello.
Nella gara di salto triplo dell'Olimpiade di Mosca '80, i giudici fecero di tutto per far vincere i due propri atleti. Il brasiliano Oliveira e l'australiano Campbell vennero penalizzati per “sleeping leg”, un errore che di rado viene rilevato. Ian Campbell ne ebbe 9 su 12 prove effettuate ed uno sul salto che gli avrebbe dato l'oro.
Forse pochi si aspetterebbero che la nazionale più vincente nella storia del calcio olimpico è l'Ungheria. I magiari però, oltre ai tre ori, un argento e un bronzo olimpici, in campo internazionale hanno raccolto poco altro (due secondi posti mondiali e un terzo posto europeo).
L'ungherese Károly Takács era un atleta di livello mondiale quando nel 1938 fu ferito alla mano destra (quella con cui prendeva la mira) da una granata. Imparò così a sparare con la sinistra e alle Olimpiadi del 1948 e del 1952 vinse l'oro.
Carlo Pedersoli è stato il primo italiano ad abbattere il muro del minuto (59"5 nel 1950) nei 100 metri stile libero. Carlo Pedersoli è ora conosciuto come Bud Spencer. Il primo in assoluto però a superare quel limite è stato Johnny Weissmuller che più tardi interpreterà Tarzan sul grande schermo.
A Los Angeles 1984 arrivò il primo titolo olimpico nella storia del Marocco. Lo vinse Nawal El Moutawakel nei 400 ostacoli femminili. Il Re fu così compiaciuto della vittoria da decretare che tutte le nate femmine del regno nel mese successivo fossero chamate Nawal.
A Tokyo 1964, il giapponese Osamu Watanabe ha concluso la sua carriera imbattuto vincendo la sua 186esima sfida consecutiva nella lotta libera. Ovviamente ha vinto l'oro.
Rimanendo al wrestling, l'incontro più lungo nella storia delle Olimpiadi si è verificato a Stoccolma nel 1912, quando la sfida tra Martin Klein e Asikainen Alfred andò avanti per 11 ore: prima del nuovo sistema di punteggio infatti gli incontri di lotta continuavano fino a quando un wrestler veniva completamente costretto a terra.
La ginnasta sovietica Larisa Latynina, grazie alle 18 medaglie (9 ori, 5 argenti e 4 bronzi) è l'atleta più medagliata della storia dei Giochi moderni. Michael Phelps però è a quota 16...
Il diciottenne Herbert Elliot, in visita da Perth per le Olimpiadi di Melbourne 1956, fece un'incursione nel villaggio olimpico scavalcando la staccionata. Preso dalle guardie e subito allontanato, giurò a se stesso che alle successive Olimpiadi sarebbe entrato nel villaggio da atleta. Mantenne il proposito e a Roma 1960 vinse l'oro nei 1500 metri.
Ai Giochi di Berlino 1936 il primo torneo ufficiale di basket olimpico si è tenuto all'aperto, su campi di sabbia trasformati in fango dalla pioggia.
L'italiano Nedo Nadi, con le vittorie ai Giochi di Anversa 1920, è diventato il primo e finora unico schermidore a vincere una medaglia d'oro con tutte le armi ad un'Olimpiade.
Rimanendo in tema di scherma: dopo i Giochi di Parigi 1924, la squadre italiana e quella ungherese hanno risolto una controversia con un vero duello.
Nella gara di salto triplo dell'Olimpiade di Mosca '80, i giudici fecero di tutto per far vincere i due propri atleti. Il brasiliano Oliveira e l'australiano Campbell vennero penalizzati per “sleeping leg”, un errore che di rado viene rilevato. Ian Campbell ne ebbe 9 su 12 prove effettuate ed uno sul salto che gli avrebbe dato l'oro.
Forse pochi si aspetterebbero che la nazionale più vincente nella storia del calcio olimpico è l'Ungheria. I magiari però, oltre ai tre ori, un argento e un bronzo olimpici, in campo internazionale hanno raccolto poco altro (due secondi posti mondiali e un terzo posto europeo).
L'ungherese Károly Takács era un atleta di livello mondiale quando nel 1938 fu ferito alla mano destra (quella con cui prendeva la mira) da una granata. Imparò così a sparare con la sinistra e alle Olimpiadi del 1948 e del 1952 vinse l'oro.
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| Carlo -Bud Spencer- Pedersoli |
Carlo Pedersoli è stato il primo italiano ad abbattere il muro del minuto (59"5 nel 1950) nei 100 metri stile libero. Carlo Pedersoli è ora conosciuto come Bud Spencer. Il primo in assoluto però a superare quel limite è stato Johnny Weissmuller che più tardi interpreterà Tarzan sul grande schermo.
A Los Angeles 1984 arrivò il primo titolo olimpico nella storia del Marocco. Lo vinse Nawal El Moutawakel nei 400 ostacoli femminili. Il Re fu così compiaciuto della vittoria da decretare che tutte le nate femmine del regno nel mese successivo fossero chamate Nawal.
A Tokyo 1964, il giapponese Osamu Watanabe ha concluso la sua carriera imbattuto vincendo la sua 186esima sfida consecutiva nella lotta libera. Ovviamente ha vinto l'oro.
Rimanendo al wrestling, l'incontro più lungo nella storia delle Olimpiadi si è verificato a Stoccolma nel 1912, quando la sfida tra Martin Klein e Asikainen Alfred andò avanti per 11 ore: prima del nuovo sistema di punteggio infatti gli incontri di lotta continuavano fino a quando un wrestler veniva completamente costretto a terra.
La ginnasta sovietica Larisa Latynina, grazie alle 18 medaglie (9 ori, 5 argenti e 4 bronzi) è l'atleta più medagliata della storia dei Giochi moderni. Michael Phelps però è a quota 16...
sabato 21 luglio 2012
Quando tutto rema contro
L'avevo già anticipato in un altro post. Qui tutto ci rema contro. Chiunque dà per scontato che Valentina Vezzali e la squadra femminile di fioretto vinceranno l'oro. Ecco, giusto per la cronaca, noi assisteremo ad entrambe le finali.
E oggi purtroppo è arrivata l'ufficialità: a Londra Valentina Vezzali non vincerà nulla.
La sfiga di Sportweek non sbaglia. Mai!
La leggenda del paròn
| Nereo Rocco - La leggenda del paròn continua. Gigi Garanzini, Mondadori, 14€, 202 pagine |
"Il calcio di allora prevedeva l'allenamento atletico, la partitella, i tiri in porta e qualche rigore ogni tanto. Di specifico non c'era niente, né calci piazzati né palle inattive, non c'era cura dei particolari. Sia ben chiaro che non è una critica, è una costatazione. Lo dico sempre, se vogliamo parlare del calcio anni Sessanta ricordiamoci anche le strade non asfaltate e le macchine di formula uno che non arrivavano ai duecento all'ora. Poi è vero che calcisticamente c'era gente che ti insegnava più di Rocco, per esempio Viani, lo stesso Liedlholm. Ma il rapporto umano che ti dava lui era qualcosa di speciale, di unico, che ti aiutava a maturare prima come persona e poi anche anche come professionista, come calciatore".
Nelle ultime due settimane, grazie a Gigi Garanzini (una sicurezza), ho conosciuto il paròn Nereo Rocco.
Ho scoperto essere stato una "buona forchetta" e un "eccelso bevitore". Ma il suo ruolo era in campo: da giocatore prima e da allenatore poi. In panchina in particolare "ha dato visibilità a una categoria che fino a quel momento non l'aveva. Poi con Herrera gli allenatori hanno fatto un altro salto in avanti dal punto di vista professionale, soprattutto economico. Ma non dal punto di vista umano, perché oltre Rocco era impossibile andare".
Ho capito che erano altri tempi e magari la tattica (e la lavagnetta in particolare) non era ai primi posti, ma non per questo non sono nate brillanti intuizioni. Ora infatti si discute su chi abbia inventato il libero "se la Salernitana di Viani o la Triestina di Rocco. In ogni caso non c'erano dubbi su Ivano Blason primo vero libero della storia del calcio italiano nella Triestina del '47, quella del debutto di Rocco su una panchina di serie A". E a proposito di reparto arretrato: "Erano tempi, quelli, in cui i difensori tiravano una riga con il piede e poi la indicavano all'attaccante: se la passi non rispondo della tua incolumità". E ancora: "Rocco diceva: mi te digo de marcàr questo, ma in campo te va ti". La difesa, croce e delizia del paròn. Uno che, secondo l'erede Trapattoni, "era l'uomo del catenaccio anche quando giocava con tre attaccanti più Rivera. Mentre tu eri un difensivista anche quando mandavi in campo, per esempio, Batistuta, Edmundo, Oliveira e Rui Costa".
Il libro è pieno di aneddoti che ne descrivono l'animo genuino. Come quando fece esordire Smersy in una sconfitta per 5 a 0: "Tuta colpa tua, bruto mona, che no te rientravi. E lui giù a ridere, ma mister... Mister a mi? Mi son el signor Rocco, testa de gran casso". O come un'altra, raccontata da Altafini: "A Parigi, Gare de Lyon, scendiamo dal treno e gli si fa incontro uno che tende le braccia gridando: "Monsieur Roccò, mon ami". E lui che a momenti gli molla un cazzotto: mona a mi?, mona a ti e anca testa de gran casso".
Tutto diverso: altre storie, altre epoche. Ma una gran persona prima ancora che un gran allenatore tanto che "ancora oggi [...] per i padovani che abbiano passato i sessant'anni dopo sant'Antonio viene san Nereo".
Nereo Rocco ha esordito in serie A con la Triestina a 17 anni il 6 ottobre del 1929.
Come mezzala sinistra, con le maglie di Triestina, Napoli e Padova, ha disputato 284 partite in A (con 73 reti) e 47 in B (con 15 gol). Vanta una sola presenza in nazionale: il primo tempo di Italia-Grecia 4-0 a San Siro il 25 marzo 1934.
Il debutto da allenatore arriva nella stagione 1947/48: con la Triestina arriva secondo a pari merito con Juventus e Milan, alle spalle del Grande Torino. Ha allenato poi Treviso, Padova (con la promozione in A), Milan, Torino, ancora Milan e Fiorentina chiudendo al Milan come direttore tecnico prima e dirigente poi.
Alla guida del Milan ha conquistato 2 scudetti, 3 Coppe Italia, 2 Coppe dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale, 2 Coppe delle Coppe.
E' morto a Trieste, dov'era nato il 20 maggio 1912, il 20 febbraio 1979.
giovedì 19 luglio 2012
Perle di sport: Diego Marani
Da "Il compagno di scuola" di Diego Marani
«Correndo sulla pista rossa, fra le corsie disegnate a calce, mi sentivo pervaso di uno spirito olimpico e mi veniva da pensare che forse l'antica Grecia era quello soltanto: lunghi pomeriggi passati a gareggiare, l'odore della sabbia, il battito del fiato, le grida, il sole, il vento. Era una cosa pulita, l'atletica. Aveva delle regole comprensibili, aveva i suoi riti. Si poteva vincere, ma era bella anche l'onestà del perdere. Invece nella vita vera, fuori dal cancello, era obbligatorio vincere.»
giovedì 12 luglio 2012
Perle di sport: Sandro Veronesi
Dall'articolo de La Gazzetta dello Sport del 12 giugno 2012 a firma Sandro Veronesi sui tic di Rafael Nadal.
"Colpire di taglio con la racchetta la suola sinistra, poi la suola destra, poi pulire il segno di mezzeria col piede sinistro, la riga di fondo col piede destro, infilare la seconda pallina nella tasca destra e poi, mentre la mano sinistra palleggia con racchetta e prima pallina (dieci rimbalzi), con la destra, in un unico fluido movimento che dura sei secondi esatti, sistemare l'elastico delle mutande sulla chiappa destra, poi su quella sinistra, poi sistemare la spalla sinistra della maglietta, poi la destra, poi i capelli sopra l'orecchio sinistro, poi pulirsi dal sudore l'attaccatura del naso, poi i capelli sopra l'orecchio destro, poi di nuovo l'attaccatura del naso e infine, come a mettere la sicura a tutta la sequenza, una sistemata con la mano destra alla pallina appena messa in tasca. Questo prima del servizio. Sempre. [...]"
mercoledì 11 luglio 2012
Nessuna differenza
Qualche sera fa con Marta è venuto fuori il discorso delle paralimpiadi e a riguardo abbiamo idee abbastanza diverse. Non so chi avesse ragione però poi mi sono guardato qualche video e secondo me almeno su una cosa siamo d'accordo: la gioia per le vittorie è altrettanto autentica. Ieri mancavano 50 giorni alle paralimpiadi di Londra 2012 e allora colgo l'occasione per postare un video con le medaglie azzurre di Pechino:
martedì 10 luglio 2012
La carica dei 292...e noi!
I giochi sono fatti (ma i Giochi sono ancora da fare): ieri sono scaduti i termini per le qualificazioni olimpiche.
A Londra ci sarà Campriani, il primo in assoluto ad essersi qualificato per le prossime Olimpiadi.
Mancheranno però Tagliariol, Minguzzi e Di Buò che non potranno così difendere l'oro di Pechino.
Non ci sarà nemmeno Pietro Sibello per la mancata idoneità sportiva prima e per il contenzioso legale con il CONI poi.
Ci saranno Bencosme e Tamberi, gli ultimi due qualificati azzurri.
Restano a casa Howe e Giordano Bruno, è in dubbio invece Antonietta Di Martino.
Ci sarà Agnese Allegrini nel badminton e Bobocica nel tennistavolo.
Ci saranno 25 "nuovi italiani": ragazze e ragazzi di origine straniera ma che hanno deciso, per diversi motivi, di gareggiare con i nostri colori.
Ci saranno 25 "nuovi italiani": ragazze e ragazzi di origine straniera ma che hanno deciso, per diversi motivi, di gareggiare con i nostri colori.
Non ci saranno le squadre di calcio, basket e pallamano ma potremo contare su quelle di pallavolo e pallanuoto.
Insomma, a Londra ci saranno 292 atleti, 165 uomini e 127 donne.
E ci saremo noi...
oh, lo dice anche Berruto nelle sue convocazioni!
sabato 7 luglio 2012
La Storia in cerca d'autore
Comunque vada sarà un successo. E questa volta non è una semplice frase fatta. Perché domani al Centre Court di Wimbledon si scrive la Storia, quella con la esse maiuscola.
Da una parte re Roger capace di arrivare in finale dopo due settimane mediocri quasi a voler tenere in serbo (!) i colpi migliori per la semifinale contro il numero 1 Djokovic. Nel caso di vittoria lo svizzero raggiungerebbe Renshaw e Sampras in vetta alla classifica del Championship sancendo, se ancora ce ne fosse bisogno, che l'erba battuta gli è più amica del giardino di casa sua. L'ultimo trofeo di uno slam, il sedicesimo, risale a gennaio 2010. Agli Australian Open ebbe la meglio in tre set di Andy Murray. Si proprio lui, il suddito di sua maestà la Regina Elisabetta. L'ultimo britannico a vincere Wimbledon è stato Fred Perry nel 1936, poi più nulla.
Comunque vada quindi, Federer e Murray aggiudicandosi il torneo scriveranno la Storia. E ovviamente non potrà essere un libro scritto a quattro mani.
venerdì 6 luglio 2012
Essere un fenomeno
No, non è assolutamente vero. Non è così, Oscar Pistorius non sarà il primo atleta disabile a partecipare ai Giochi Olimpici tra i normodotati. Questa notizia, che mi ha fatto storcere il naso appena uscita, è rimbalzata poi in tutti i telegiornali.
Ma solo io ricordo che a Pechino 2008 Natalie Du Toit prima di tuffarsi in acqua si toglieva (nel vero senso della parola) la gamba? Poi ho fatto altre ricerche scoprendo in realtà altri nomi (specie al femminile come Partyka, Fairhall, Runyan e la nostra Paola Fantato) che da disabili hanno calcato le scene delle Olimpiadi. Il primo, e ne ho già scritto in questo blog (qui), fu Gamba di legno Eyser che a Parigi vinse sei medaglie (due d'oro) nella ginnastica.
Ma il punto non sono i giornalai da strapazzo. Il punto è Oscar Pistorius. E' indubbiamente una persona dalla grandissima forza di volontà. E' incredibile anche solo pensare ciò che fa ogni giorno arrivando addirittura a porsi il sogno dell'Olimpiade. Però boh, non mi ha mai convinto in pieno. Tante parole e tanti proclami quando invece il vero sentirsi "normale" sarebbe stato evitare tutto ciò.
Ribadisco, il suo impegno è lodevole. Ho solo paura che da fenomeno sportivo quale vuole essere si trasformi (magari non per colpa sua) in un fenomeno mediatico da baraccone.
giovedì 5 luglio 2012
Perle di sport: George Best
«Ho speso molti soldi per alcol,donne e macchine veloci...
...il resto l'ho sperperato»
...il resto l'ho sperperato»
(George Best)
lunedì 2 luglio 2012
In un Europeo di serie B l'Italia è da retrocessione
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| Collio squalificato nella finale dei 100m (foto fidal.it) |
La regola che "è il Tour a fare i campioni" è vera, appunto, solo per la Grande Boucle. Per tutte le altre competizioni sono gli atleti a determinare le sorti dell'evento. E così succede che se Bragagna dal primo all'ultimo giorno ripete che "questo è un Campionato Europeo di atletica leggera di serie B" nessuno possa dargli torto. In realtà la voce Rai già lo andava dicendo due anni fa e in questi 6 giorni di gare a Helsinki la profezia non poteva che avverarsi. Causa Olimpiade tra meno di un mese, i fenomeni veri si contavano con il contagocce (uno dei pochi che mi viene in mente oltre a Lavillenie è Mo Farah che però si è concentrato sui 5000 evitando la distanza doppia).
Ebbene, in questo "campionato di serie B" l'Italia presentando la migliore formazione possibile non è andata oltre un bronzo (Rosa nel peso), un argento (Meucci nei 10000m) e un oro (Donato nel triplo). Veramente troppo troppo poco. E il medagliere è impietoso: undicesima posizione dietro a paesi come Cechia, Turchia e Ucraina. L'unica che ha "preso uno dei tanti treni che ancora una volta rischiava di passare" è stata Chiara Rosa. Bravo Meucci (anche se nel finale sembrava gareggiasse per l'argento), bravissimo Donato. Il resto piattume totale. Si salva (egregiamente) Gloria Hooper insieme a pochissimi altri.
Ma questa, dopo gli scorsi mondiali, non doveva essere "l'atletica del saio"?! Mancano ricambi all'altezza da troppo tempo e forse quindi (il paragone con il tennis viene spontaneo) il problema sta nel manico. Il pesce infatti puzza sempre dalla testa.
Per la prima volta nell'intera storia degli Europei per l'Italia nessuna staffetta ha corso in finale: più palese di così...
domenica 1 luglio 2012
Primo me: Giugno 2012
Sarà che sono pignolo, sarà che lo sento un po' come il mio campo ma...la pronuncia di Novak Đoković è "Jocovic" e non "Diocovic". Ma chi vi insegna a fare le telecronache? Un minimo di basi della pronuncia delle lingue slave non farebbe male! (altrimenti qui c'è la conferma a ciò che scrivo).
Articolo consigliato n° 1: Organizza e vinci (che combinazioni!) di Marco Ardemagni (articolo tutt'altro che profetico però in realtà tutti i torti non li ha).
Articolo consigliato n° 2: Zeman: gli scambi di persona, gli errori di mercato e i miliardi buttati dalla Roma di Erik Banto.
L'83% delle scommesse di Buffon alla ricevitoria di Parma risultavano vincenti. Scommetteva sulla Juve?
Articolo consigliato n° 3: The 25 most inspiring Olympic moment of all time.
Sempre in tema di pronunce: Blazej Augustyn si legge a grandi linee Buàslei Augùst(i)n (la i tra parentesi significa appena accennata). In una stagione sarebbe stato il caso di impararla...
Felicissimo dell'arrivo di tappa l'anno prossimo a Vicenza. Ma raccontiamola completa: il Giro si "compra", mica ce l'assegnano! Non ci trovo nulla di male sia chiaro, basta ricordarsi però che per una frazione d'arrivo si spendono circa 200mila euro.
Il 2 giugno per la festa della Repubblica nella mia via sventolavano 2 bandiere. L'8 giugno per la prima giornata degli europei ne sventolavano 9. La mia no. Questione di priorità.
Qualcuno sa i nomi delle 5 postazioni del tiro al piattello specialità fossa?
Si sarà capito, la fonetica mi appassiona tanto. O forse è l'incompetenza dei telecronisti che mi infastidisce. Allora, una volta per tutte: "Ucraìna" è la nazione, "ùcraino" è il cittadino.
Una volta il dubbio era Riva o Rivera, poi Totti o Del Piero. Ora Diamanti o Giovinco.
La maglia della Juventus per l'anno prossimo non avrà le tre stelle ma la scritta "30 sul campo". Anche Ben Johnson ha vinto l'oro a Seul sul campo. (questa è di paxx73 ma era troppo bella!)
In campo per 7 secondi. Tanto è durato il recupero della sfida di Wimbledon tra Sara Errani e Coco Vandewenghe sospeso martedì per pioggia. L'italiana, al momento dello stop, era al match point. Il giorno dopo, alla ripresa dei giochi, Errani non ha toccato palla. La sua avversaria statunitense ha infatti commesso un doppio fallo. La ravennate ha passato così il turno, tra le risate di tutti, Vandeweghe compresa.
Adoro come Gramellini dipinge parole nella tavolozza quotidiana del "Buongiorno". E' però troppo schierato e di calcio, in realtà, non sembra capirne molto. Ma questo articolo su Italia-Germania è a più alti livelli di quelli di indignazione politica. E per rimanere in tema della sfida con i tedeschi mi è piaciuto molto questo articolo del "collega" Riccardo Solfo su Supermariobalotelli.
Il vero miglior articolo dopo la semifinale vinta però è questo: Pizza, mandolino e gol di Cattuso di Stefano Olivari.
"A tempo di sport" senza Garanzini avrà ancora senso?
Articolo consigliato n° 1: Organizza e vinci (che combinazioni!) di Marco Ardemagni (articolo tutt'altro che profetico però in realtà tutti i torti non li ha).
Articolo consigliato n° 2: Zeman: gli scambi di persona, gli errori di mercato e i miliardi buttati dalla Roma di Erik Banto.
L'83% delle scommesse di Buffon alla ricevitoria di Parma risultavano vincenti. Scommetteva sulla Juve?
Articolo consigliato n° 3: The 25 most inspiring Olympic moment of all time.
Sempre in tema di pronunce: Blazej Augustyn si legge a grandi linee Buàslei Augùst(i)n (la i tra parentesi significa appena accennata). In una stagione sarebbe stato il caso di impararla...
Felicissimo dell'arrivo di tappa l'anno prossimo a Vicenza. Ma raccontiamola completa: il Giro si "compra", mica ce l'assegnano! Non ci trovo nulla di male sia chiaro, basta ricordarsi però che per una frazione d'arrivo si spendono circa 200mila euro.
Il 2 giugno per la festa della Repubblica nella mia via sventolavano 2 bandiere. L'8 giugno per la prima giornata degli europei ne sventolavano 9. La mia no. Questione di priorità.
Qualcuno sa i nomi delle 5 postazioni del tiro al piattello specialità fossa?
Si sarà capito, la fonetica mi appassiona tanto. O forse è l'incompetenza dei telecronisti che mi infastidisce. Allora, una volta per tutte: "Ucraìna" è la nazione, "ùcraino" è il cittadino.
Una volta il dubbio era Riva o Rivera, poi Totti o Del Piero. Ora Diamanti o Giovinco.
La maglia della Juventus per l'anno prossimo non avrà le tre stelle ma la scritta "30 sul campo". Anche Ben Johnson ha vinto l'oro a Seul sul campo. (questa è di paxx73 ma era troppo bella!)
In campo per 7 secondi. Tanto è durato il recupero della sfida di Wimbledon tra Sara Errani e Coco Vandewenghe sospeso martedì per pioggia. L'italiana, al momento dello stop, era al match point. Il giorno dopo, alla ripresa dei giochi, Errani non ha toccato palla. La sua avversaria statunitense ha infatti commesso un doppio fallo. La ravennate ha passato così il turno, tra le risate di tutti, Vandeweghe compresa.
Adoro come Gramellini dipinge parole nella tavolozza quotidiana del "Buongiorno". E' però troppo schierato e di calcio, in realtà, non sembra capirne molto. Ma questo articolo su Italia-Germania è a più alti livelli di quelli di indignazione politica. E per rimanere in tema della sfida con i tedeschi mi è piaciuto molto questo articolo del "collega" Riccardo Solfo su Supermariobalotelli.
Il vero miglior articolo dopo la semifinale vinta però è questo: Pizza, mandolino e gol di Cattuso di Stefano Olivari.
"A tempo di sport" senza Garanzini avrà ancora senso?
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